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Terra dei Fuochi, controlli sulla radioattività

 Caserta. Si è cominciato martedì 8 luglio. Una squadra formata da tecnici Arpac, provenienti da una sezione specializzata di Salerno, protetti da tute antiradiazioni e respiratori, si ritroverà in un grande fondo agricolo di Castel Volturno, nel Casertano.

Una zona che in linea d’aria dista meno di tre chilometri dal Centro sportivo dove si allenano i calciatori del Napoli e da alcuni alberghi. Il grande appezzamento agricolo appartiene in parte a privati, in parte a enti pubblici. Quella di martedì sarà la prima ricerca ufficiale in provincia di Caserta di eventuali (e si spera presunte) scorie radioattive, decisa dalla commissione interministeriale che ha dato il via alle operazioni.

I siti da verificare sono undici, si estendono su 113 ettari e fanno parte dell’elenco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Si trovano nelle aree agricole di Acerra, Caivano, Giugliano, Succivo, Villa Literno e Nola. Insomma, quelli già risultati inquinati da metalli pesanti e scarti industriali sepolti abusivamente e classificati dalle autorità su una scala di pericolosità decrescente, dal livello 5 al livello uno.

Nonostante i tre ministeri competenti (Ambiente, Sanità e Agricoltura) abbiano fatto di tutto per tenere riservati i controlli, sarà inevitabile suscitare la curiosità e la preoccupazione dei residenti delle aree interessate. Difficile infatti non notare le pattuglie dei tecnici Arpac che dovranno eseguire i rilievi con i contatori Geiger nei campi. Ad accompagnarle uomini del Corpo Forestale dello Stato, i quali già conoscono quelle zone per aver in passato operato scavi e sequestri di rifiuti industriali sepolti.

Fino ad oggi in Campania altre ricerche di questo genere si sono sempre concluse con esito negativo. Mai, cioè, sono stati trovati radionucleidi sepolti nei primi quindici centimetri dei suoli esaminati. I controlli che partono da martedì hanno proprio l’obiettivo di verificare che non vi siano tracce di radioattività in superficie. Si tratta di un lavoro preliminare per consentire poi agli operatori che dovranno effettuare gli scavi di poter lavorare in tutta sicurezza.

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Nella seconda fase verranno effettuati anche controlli in profondità con il geomagnetometro, un’apparecchiatura che consente di individuare l’eventuale presenza di fonti radioattive sepolte a molti metri. Altro particolare importante: non c’entrano nulla le dichiarazioni di pentiti della camorra, né quelle di Carmine Schiavone che pure aveva parlato di barre radioattive sepolte dai casalesi.

I controlli a tappeto sono stati decisi durante la riunione plenaria di martedì 24 giugno scorso nella sede del Ministero dell’Agricoltura. A quel tavolo erano presenti dirigenti dei ministeri Ambiente e Sanità, professori universitari e ricercatori, funzionari Arpac, Agea, Ispra, Asl, nonché ufficiali del Corpo Forestale dello Stato.

La prima fase di lavoro dei tecnici dovrebbe concludersi entro il 20 luglio. Solo dopo quella data avremo contezza dello ‘stato di salute’ dei terreni rispetto alla presenza o meno in superficie di materiale radioattivo. Solo dopo si passerà alle altre verifiche, con la ricerca tecnica in profondità e gli eventuali scavi per portare alla luce ciò che è stato sepolto e procedere anche alla bonifica dei siti, come chiedono da tempo i residenti nella ‘terra dei fuochi’.

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