Portici

Portici, ucciso per errore: Alessandra Clemente ricorda la mamma

 Napoli. “Faccio miei i volti, la sofferenza, le lacrime della moglie e dei figli di Mariano Bottari. Immagino il dolore al suo funerale, lo sento, lo vivo. Mi rivedo, rivedo i miei familiari quel giorno che la camorra travolse le nostre vite. Ripercorro con intensità ogni istante”.

Così Alessandra Clemente, assessore alle Politiche giovanile del Comune di Napoli, figlia di Silvia Ruotolo, vittima innocente di camorra, esprime il proprio cordoglio alla famiglia di Mariano Bottari, il 75enne di Portici (Napoli) ucciso lunedì mattina, per errore, durante una sparatoria. Un errore fatale fu anche quello che, l’11 giugno 1997, quando aveva solo dieci anni, le portò via per sempre la mamma. La vide dal balcone morire, sotto casa, colpita alla tempia da un camorrista.

“Ero una bambina, ero affacciata al balcone. Aspettavo che mamma rientrasse a casa dopo aver preso all’asilo Franci, mio fratello. Aveva solo cinque anni, tornavano insieme dall’asilo. Mamma mi aveva chiesto di accompagnarla a prenderlo, io volli restare a casa. Poi, sentii quell’assordante rumore. Mi affacciai. E mia madre era là, per terra, non si rialzava. Io continuavo a chiamare: mamma, mamma. Non ho più lacrime, io oggi sono, con gran dolore, arrabbiata nera”, dice Alessandra, che lancia un monito: “Basta, è una guerra civile. Forza, ribelliamoci tutti contro la camorra. A testa alta, con consapevole coraggio. Chiunque è stato testimone di questa tragedia faccia l’identikit, il più dettagliato possibile, degli assassini e, se li conosce, dica i loro nomi”.

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