Aversa

Tasse, Consiglio chiamato ad approvare la Iuc

 Aversa. La manovra fiscale del Comune di Aversa quest’anno subisce l’influenza dell’adozione, da parte del Governo centrale, della Iuc – Imposta Unica Comunale. La Iuc racchiude in un’unica sigla l’Imu, la Tari e la Tasi.

L’Imposta municipale sugli immobili conserva la sua natura e la sua applicazione. Colpisce la proprietà degli Immobili sul territorio comunale e non si applica, tranne in alcune eccezioni (abitazioni di lusso), sulle abitazioni principali.

La Tari sostituisce, per l’anno 2014, la Tarsu e la mai applicata, per il territorio aversano, Tares. Essa finanzia l’intero ciclo di gestione dei rifiuti del Comune di Aversa.La Tasi, Tassa sui Servizi Indivisibili, invece, introdotta dal Legislatore per l’anno 2014, è finalizzata ad assicurare agli Enti Locali il mancato gettito derivante dall’applicazione dell’Imu sull’abitazione principale.

Il Governo Renzi, con il mancato riconoscimento del gettito Imu sulla prima abitazione (ciò rappresenta, per il Comune di Aversa, minori entrate per oltre 3.150.000 euro) impone agli Enti Locali, per garantire il necessario Equilibrio di Bilancio e la realizzazione di servizi essenziali (oltre 1.000.000 euro di servizi sociali garantiti alle fasce deboli) l’applicazione di una tassa per finanziare i servizi indivisibili quali: pubblica illuminazione, manutenzioni, pubblica istruzione, polizia locale, ecc. La Tasi, che si applicherebbe sia sulle abitazioni principali che sulle seconde abitazioni, ha quale base imponibile la rendita catastale e rappresenta, così come l’Imu, una vera e propria tassa patrimoniale.

La Tasi, ancora, prevede l’applicazione, nella misura che va dal 10 al 30%, in capo agli inquilini. Gli oltre 3 milioni di euro di mancato gettito Imu, negato dallo Stato centrale, sarebbero recuperabili con l’applicazione di un aliquota Tasi con aliquota del 2,5 per mille, da applicare sia per le abitazioni principali che per le seconde.

L’Amministrazione Sagliocco ha ritenuto l’applicazione della Tasi una manovra iniqua perché questa andrebbe ad incidere sulle abitazioni principali (in un primo momento volute esentate da qualsiasi tassazione patrimoniale) e sugli inquilini (categoria già socialmente meno abbiente non possedendo un’abitazione propria e trovandosi, tra l’altro, a subire una tassa patrimoniale su una proprietà in realtà non detenuta).

La mancata applicazione della Tasi, per il Comune di Aversa, è compensabile con un aumento dell’aliquota Imu sulle seconde abitazioni portando, in tal modo, l’aliquota Imu al 10,6 per mille. Tale manovra consente di continuare a garantire ai cittadini aversani la mancata applicazione di una tassa patrimoniale per chi detiene esclusivamente l’abitazione che abita e, ancor di più, a quei cittadini che non hanno neanche quella (gli inquilini).

Per riassumere, quindi, ad Aversa non si applica la Tasi (né sulle abitazioni principali, né sulle altre abitazioni, né tantomeno sugli inquilini) non viene applicata l’Imu sulle abitazioni principali, salvo per le categorie catastali A1, A8 e A9 (ville e case di lusso) viene aumentata invece al 10,6 per mille l’aliquota Imu solo sulle seconde abitazioni che comunque avrebbero subito l’applicazione dell’aliquota Imu al 7,6 per mille e quella Tasi sia sulle abitazioni principali che su quelle diverse al 2,5 per mille.

La Tari, invece, è la tassa che per il 2014 sostituisce la Tarsu e finanzia l’intero servizio di smaltimento dei rifiuti. Il legislatore con la Tari consolida il principio, introdotto con la Tares, che chi più produce più paga.

La Tari si diversifica, nell’applicazione, tra utenze domestiche (le abitazioni) ed utenze non domestiche. Entrambe categorie dovranno farsi carico della copertura dell’intero costo di gestione dei rifiuti sul territorio aversano in maniera proporzionata alla quantità di rifiuti prodotta e certificata dall’Ufficio Igiene del Comune di Aversa.

Una politica di contenimento dei costi e di razionalizzazione della spesa pubblica, applicata anche al settore dei rifiuti, determina per il terzo anno consecutivo una riduzione delle tariffe Tari applicate ai cittadini aversani. La lotta all’evasione e all’elusione che ha determinato per il 2014 un ampliamento della platea imponibile, nella misura del 7%, integrata da un attento monitoraggio dell’applicazione del contratto di appalto, ha ridotto il ricorso ai servizi aggiuntivi contenendone costi e sprechi.

Le premialità derivanti dalla raccolta differenziata dei rifiuti hanno contenuto gli aumenti del costo dell’umido rimesso in discarica (ancora una volta aumentato) ed hanno consentito, al Comune di Aversa, nonostante l’aumento della quantità di rifiuti smaltiti in discarica, di adottare per il terzo anno consecutivo una riduzione della tariffa media applicata ai cittadini.

Per le utenze domestiche la tariffa Tari è determinata dalla dimensione (in metri quadri) e nel numero di componenti del nucleo familiare abitanti l’appartamento. Ciò perché il numero di componenti del nucleo familiare, ovviamente, determina una capacità di produzione dei rifiuti direttamente proporzionato. Resta confermata la detrazione del 30% per gli abitanti singoli.

Per le utenze non domestiche, invece, il legislatore ha determinato per ben trenta distinte categorie, aggregate per similarità di attività svolta, delle tariffe definite e sulle quali l’Amministrazione locale ha avuto un’incidenza relativa.

Per talune categorie, pur applicando l’Amministrazione la tariffa minima si è determinato il raddoppiarsi o addirittura in qualche caso il triplicarsi della tariffa per metro quadro al quale non si è, seppur volendo, potuto porre limite.

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