Aversa

“Platee dell’Annunziata”, il restauro nel nome di Alfonso Gallo

 Aversa. Alfonso Gallo, un nome che dice poco a chi aversano non è. Nella sua città natale è noto soprattutto per la sua opera ‘Aversa Normanna’, ma sono pochi quelli che conoscono la sua attività di paleontologo.

Da laureato in lettere, conseguì anche la laurea inmedicina, interessandosi agli studi sulla conservazione dei libri e nel1938fondò l’Istituto di patologia del libroche diresse fino all’anno della sua morte, il 1952. A lui è stato intitolato ilmuseo dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro.

Proprio partendo dal binomio Gallo – istituto di patologia del libro, una sorta di gemellaggio naturale, la dottoressa Maria Cristina Misiti, direttrice dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (Icrcpal), è stata ad Aversa dove ha effettuato un sopralluogo in biblioteca insieme al sindaco Giuseppe Sagliocco.

Sotto la lente dell’esperta e del primo cittadino le famose ‘Platee dell’Annunziata’, note anche come ‘Cinquecentine’, che raccontano la storia di quella che era una sorta di fondazione che diede vita anche all’ospedale, divenuto, poi, il ‘Moscati’, una volta cambiato sede.

L’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario nasce nel 2007 dalla fusione dell’Istituto centrale di patologia del libro con il Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di Stato.

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L’Icrcpal riunisce, dunque, due entità ben distinte per nascita, storia e contesti di riferimento, ognuna portatrice di propri valori e tradizioni operative. Entrambe le Istituzioni hanno conquistato una posizione di eccellenza nel campo del restauro dei beni archivistici e librari, testimoniata dai sempre più numerosi e significativi interventi, sia in Italia che all’estero.

Questo grande patrimonio di conoscenze e di esperienze accumulato nel corso degli anni si concentra oggi in un unico Istituto, la cui principale attività consiste nella ricerca finalizzata alla conoscenza, alla tutela e alla conservazione dei materiali archivistici e librari appartenenti allo Stato e ad altri Enti pubblici. Grande attenzione è riservata alla didattica: attraverso la Scuola di Alta Formazione e Studio si provvede alla formazione di restauratori di beni archivistici e librari, con un corso di laurea di cinque anni.

“I contatti con l’Istituto – ha affermato il sindaco Sagliocco – mirano al coinvolgimento delle scuole per dare vita a scenari formativi nel nome di Alfonso Gallo. Inoltre, ho chiesto specificamente che l’Istituto, in una sorta di gemellaggio ideale, curi il restauro delle preziose ‘Platee dell’Annunziata’ che risalgono al ‘500”.

Da parte sua, la direttrice Misitisi è detta “entusiasta della collaborazione nel nome di Gallo. I nostri allievi saranno nella biblioteca di Aversa dove daranno vita ad un dossier sullo stato dei libri più preziosi per poi poter pianificare gli interventi necessari. La biblioteca di Aversa, almeno a prima vista appare come una biblioteca che non soffre di incuria, in uno stato generale che non desta preoccupazioni particolari. Le stesse ‘platee’ necessitano solo di interventi al cuoio delle coperte”.

La biblioteca “G. Parente” è dotata di un interessante patrimonio bibliografico, composto da un importante fondo antico, tra cui si segnalano i preziosi manoscritti risalenti ai secoli XV e XVI e le pregevoli Platee della Real Casa Santa dell’Annunziata, e da oltre 18mila volumi. Fra i documenti in pergamena spiccano per la loro indubbia valenza storica alcune bolle di Pio VI e diplomi di Leone XIII e di Ferdinando IV.Notevole rilevanza per la storia di Aversa rivestono anche due manoscritti: il primo è un cartaceo miscellaneo contenente copie di documenti inerenti le immunità e le esenzioni concesse a cittadini di Aversa, dal 1503 al 1578. Questo manoscritto, che contiene anche copie di bandi del periodo di Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli (1788), è firmato dal notaio OctaviusPetinusAversanum. Il secondo manoscritto è un volume in pergamena con documenti che vanno dal periodo vicereale alla fine del secolo XVII; contiene privilegi e diritti della Città di Aversa.

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