Maddaloni - Valle di Maddaloni

De Lucia fa la “radiografia” ad Antonio Cerreto

 Maddaloni. Il sindaco Rosa de Lucia fa una radiografia impietosa all’ex primo cittadino Antonio Cerreto in seguito ai suoi attacchi sul primo anno di gestione amministrativa.

Forse, ancora non ha avuto modo di riprendersi dalla figuraccia delle europee peraltro sottolineata anche dal senatore D’Anna, un tempo suo fervido sostenitore, in un divertente post in cui definiva le poche decine di voti messe insieme degne di una “congrega”.

“Antonio Cerreto ha provato ad amministrare questa città con risultati, evidentemente, scarsissimi sia dal punto di vista della tenuta politica della sua maggioranza che dal punto di vista degli interventi amministrativi. Furono gli stessi partiti della sua coalizione, di cui io facevo parte, infatti, a staccargli la spina prima che potesse compromettere in modo ancor più grave il futuro della città, nonostante le condizioni politiche fossero, a livello nazionale, regionale e provinciale molto favorevoli, considerando anche il suo sponsor politico. E’ giunto il tempo di una classe dirigente vera, pulità e giovane, proclamerò sempre la discontinuità. Gli stessi consiglieri che oggi mi fanno la guerra, sono gli stessi che volevano fare gli assessori e a cui io ho detto no”.

“Vorrei ricordare, in breve, in quali condizioni l’avvocato Cerreto ha lasciato questa città: dissesto dichiarato con una massa passiva che ora conosciamo grazie al lavoro della commissione che ha accertato crediti per circa 25 milioni di euro; ultimo bilancio approvato 2011; commissario ad acta per il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata; zero provvedimenti per recuperare il milione e settecentomila euro che i Comuni dell’ambito sociale C1 devono al nostro Comune; strade colabrodo; aree verdi abbandonate a se stesse; esternalizzazione della riscossione tributi a IAP con un aggio vergognoso; questione Cementir irrisolta con zero interventi previsti per ripagare la città dello scempio subito; niente mensa nelle scuole”. “La conferma di ciò che dico è nei numeri delle elezioni, sia le comunali che mi hanno vista eletta, sia le ultime europee. La città ha voltato completamente le spalle ad un gruppetto di persone che non ha la più pallida idea di cosa significa amministrare tenendo presente il bene pubblico”.

“Di contro alla concezione cerretiana di gestione del potere per sé e per i suoi, vi sono i nostri nove mesi di amministrazione che non solo hanno dovuto iniziare a porre rimedio allo sfascio di Cerreto, ma hanno dovuto tener conto delle deliberazioni del Commissario Prefettizio, ad esempio tutte quelle che hanno alzato al massimo le tariffe dei servizi”.

“Molto modestamente, abbiamo iniziato i nostri nove mesi presentando un bilancio riequilibrato approvato dal Ministero e aderendo alla procedura semplificata propedeutica all’uscita dalla fase di dissesto. Per far tornare i conti avevamo due strade: chiudere museo, mandare a casa tutti i lavoratori del servizio portierato, tenere chiusa la mensa e, in generale abolire tutti i servizi a domanda individuale. Al contrario, proprio perché per noi vengono prima i cittadini, abbiamo preferito intervenire sul taglio alle spese e salvare, se pur con qualche piccolo sacrificio, tutti i servizi di cui sopra. Per cui abbiamo tagliato tutti i fitti passivi spostando gli uffici comunali in un’unica sede risparmiando circa 90 mila euro all’anno; abbiamo fatto partire all’inizio dell’anno scolastico la mensa; abbiamo salvaguardato tutti i lavoratori del portierato e del servizio pulizie”.

“Abbiamo poi messo mano ai grandi temi della città come Cementir; a tal proposito per la prima volta l’Ente ha assunto una posizione netta e chiara, senza svendere la città per qualche posto di lavoro o altro. Abbiamo redatto e approvato i progetti per la compensazione che anche la Società ha approvato e a breve partiranno i lavori di rifacimento di Via Libertà. Abbiamo ridato dignità all’ex Liceo G. Bruno inaugurando in tempi record la nuova biblioteca. Abbiamo sbloccato la questione Forum Giovani. Abbiamo approvato le Consulte, grandi strumenti di democrazia”.

“Per quanto riguarda i progetti abbiamo partecipato a tutti i bandi possibili portando a casa (per ora visto che molte graduatorie devono ancora essere pubblicate) più di 2 milioni di euro per il rifacimento di Via Caudina compresi i sottoservizi; 170mila euro per il contrasto all’abbandono dei rifiuti che serviranno ad incrementare il numero di telecamere e, soprattutto, a creare, presso il Comando Vigili, una sala operativa dove, chi è di turno, potrà controllare ininterrottamente quel che accade nelle zone sorvegliate; circa 4 milioni di euro per la rotonda di Via Cancello; circa 300mila euro per l’assistenza domiciliare integrata e circa 2 milioni per i Piani di Assistenza ad anziani e infanzia e questo ci porta al tema piano sociale. Ritengo che sulla questione dell’ambito si è trattato di fare una scelta di etica politica: tenere il capofil a svendendo la città o assumere, come abbiamo fatto, una posizione intransigente rispetto alla dignità dei cittadini e dei loro bisogni”.

“Non voglio dilungarmi troppo, ma mi vengono in mente decine di altre cose importanti fatte e altrettante che dobbiamo ancora fare, ma amministriamo da nove mesi. Ciò che i cittadini devono valutare, e valuteranno, è la nuova impostazione pragmatica che abbiamo voluto imprimere alla nostra attività. Ciò che ci rende forti è lo scarso attaccamento alle cariche cosa che probabilmente ha segnato in negativo l’opera dell’avvocato Cerreto e del suo entourage. Dopo il fallimento del suo mandato da sindaco ha tentato anche la strada da parlamentare fallendo anche quella, ma rimanendo pateticamente attaccato alla speranza di essere, forse un giorno, rieletto sindaco. Purtroppo per lui i listini bloccati ancora non sono stati inseriti per le comunali quindi presumo dovrà farsene una ragione. Lascio a lui e a quanti, sol perché non nominati assessori o componenti dello staff, tentano di denigrarmi ogni giorno, sul marciapiede, fuori al bar. Io, al contrario, mi dedico al mio lavoro di sindaco dieci ore al giorno e do peso alla responsabilità che sento per la mia carica. Ho il solo rammarico di non aver potuto essere più presente con la gente che mi scrive, mi chiama e mi incita a continuare, ma arriverà anche questo”.

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