Italia

Mose, Orsoni non si ritiene responsabile

 Venezia. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni “non ritiene che gli sia addebitabile nessun tipo di responsabilità” e si propone “di dimostrarlo attraverso una serie di indagini difensive a integrazione della documentazioneacquisita dal procuratore”.

Lo ha detto l’avvocato di Orsoni, Daniele Grasso, dopo l’interrogatorio di garanzia davanti il gip di Venezia. Per il legale “è giusto dare conto che l’inserimento in questo contesto della sua persona poteva essere evitato.

La situazione si è sviluppata in questi termini, quindi pazienza, ma va peròletto in modo diverso”, perchè la posizione di Orsoni “non c’entra niente con tutte le altre imputazioni”. Secondo Grasso il colloquio con il gip, durato un’ora, “è stato diverso da un interrogatorio.

E’ molto provato, sta soffrendo dal punto di vista istituzionale, come da quello umano”, ha proseguito Grasso, spiegando che “dobbiamo ancora decidere se fare ricorso, abbiamo tempo”. Il sindaco di Venezia “è profondamente convinto del fatto di riuscire a dimostrare che la sua situazione in questo contesto non va letta come è stato fatto. Si risolverà tutto spero in tempi relativamente brevi”, ha concluso, sottolineando che Orsoni è “fiducioso”.

Orsoni doveva sostenere l’interrogatorio di garanzia dopo che è finito agli arrestidomiciliari per una tangente da 560mila euro datagli a favoredella sua campagna elettorale del 2010 dal consorzio VeneziaNuova. E’ indagato nellamaxi inchiesta della Procura di Venezia su fondi neri realizzatidal consorzio Venezia Nuova, all’epoca dei fatti presieduto daGiovanni Mazzacurati.

Cantone: “Necessari poteri specifici” – VIDEO

Sull’argomento è intervenuto anche Raffaele Cantone da Napoli. Divieto di partecipare a gare per appalti pubblici per chi sia giudicato colpevole di corruzione.

E’ l’indicazione del presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Cantone. Il magistrato ribadisce di non aver mai “detto né pensato a una revoca degli appalti già assegnati, perché giuridicamente non possibile” per quanto riguarda Expo. “Mi pongo il problema – aggiunge – se per il futuro non sia da imporre in tutti i contratti che verranno fatti dal pubblico una regola per la quale chi si macchia di corruzione non possa continuare ad avere appalti”.

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