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Rossi vs Prandelli. Il nonno non ci sta: “Tecnico traditore”

 L’escluso d’eccellenza. La mancata convocazione da parte del Ct della nazionale italiana, Cesare Prandelli, di Giuseppe Rossi, fa discutere e non poco.

PROBLEMI REALI O BUGIA? – Se è vero che dei test possono dare delle indicazioni sulla tenuta generale dei protagonisti in campo, è altrettanto vero che l’esclusione del fuoriclasse attualmente in forza alla Fiorentina ha il sapore di una maledizione che continua. L’incomprensibilità della scelta della guida tecnica è alquanto evidente, soprattutto perché la “scusante” dei test psicologici poco positivi non mantiene più di tanto. Il calciatore, da parte sua, è praticamente destinato a non disputare alcuna competizione importante con la casacca azzurra e la storia parla chiaro in questo senso: mondiali in Sud Africa nel 2010 saltati per una scelta tecnica di Marcello Lippi (recentemente dettosi pentito del provvedimento preso) e forfait agli Europei in Polonia ed Ucraina nel 2012 per un infortunio gravissimo al ginocchio destro.

FURIA ROSSI – Il malcontento di Rossi è quasi delirante, come confermano alcune “provocazioni” pubblicate direttamente sul suo profilo di Twitter come “tutti dicono fuori forma: chiedete a chiunque i valori dei test in settimana e della partita. Vi stupirete. Contrasti? Paura? Che ridere…” o “arrivo col pensiero prima del difensore. Prossima volta, da dilettante, aspetto il difensore per prendere calci. Piccole precisioni a cui ci tenevo”.

LA RABBIA DEL NONNO – La stoccata a Prandelli non lascia il tempo che trova ed a prendersela con l’ex allenatore del Parma è stato anche il nonno dell’attaccante, Bruno Petrocelli, che, a Radio Rai 2, non le ha mandate a dire: “Il Ct ha fatto una grande pagliacciata, l’ha tenuto sulle spine e l’ha tradito. Non è all’altezza per giudicare mio nipote: non posso dire altro, so che mio nipote sta bene ed ha un referto medico. Non ho parlato con lui, a me lo ha detto ieri sera mia figlia. Pepito è un ragazzo preparato, in forma, che li ha sempre trascinati, non meritava una cosa del genere. Mio nipote ha esperienze anche in altre nazioni. Tiferò per gli Stati Uniti – rivela sputando veleno -, perché in Italia ci sono traditori”.

IL SUPPORTO DEL PROCURATORE – Tutti infelici, anche il procuratore Andrea pastorello: “Gli ho scritto un messaggio. ‘E’ vero che non sei nei 23?’. Mi ha risposto soltanto: ‘Sì, ci sentiamo dopo, ho la batteria scarica’. Ci è rimasto male, teneva molto al Mondiale brasiliano. Per cinque mesi ha fatto enormi sacrifici. Partirà presto per le vacanze negli Stati Uniti. Non facciamo polemiche, la decisione di Prandelli va accettata con serenità. Il c.t. ha la responsabilità di scelte difficili. Sappiamo che le motivazioni non sono tecniche. Questa volta Prandelli si è proprio sbagliato. Era primo in tutti i test”.

FORZA ITALIA COMUNQUE – Il polverone non esclude colpi di scena, ma Pepito, nonostante tutto, non ha voluto far mancare il suo supporto ai compagni che partiranno per il Brasile: “Adesso la cosa più importante però è tifare l’Italia. Forza Azzurri!”.

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