Esteri

Afghanistan, liberato soldato Usa: era da 5 anni in mano ai talebani

Bergdahl Kabul. Un sergente dell’esercito americano è stato liberato dopo cinque anni di prigionia in Afghanistan. Bowe Bergdahl era stato catturato il 30 giugno del 2009 dai talebani che fanno capo al leader Haqqani nella parte orientale del paese dove era arrivato solo due mesi prima.

L’unico americano prigioniero in Afghanistan è stato liberato in cambio del rilascio di cinque detenuti talebani di Guantanamo, dove ora restano 149 detenuti. A dare l’annuncio della liberazione è stato il presidente degli Usa, Barack Obama. Bergdahl, 28 anni, nato nell’Idhao, sarebbe in buone condizioni di salute ed è in grado di camminare.

Era l’ultimo militare americano ancora nelle mani degli studenti coranici. La sua odissea è finita all’alba di sabato in un’area vicino al confine con il Pakistan, quando il sergente è stato consegnato alle forze speciali americane.

La liberazione è stata ottenuta grazie alla mediazione del Qatar: i talebani hanno accettato che in cambio venissero rilasciati cinque detenuti dal campo di sicurezza di Guantanamo e trasferiti nello Stato del Golfo. Ora Bergdahl sarà trasferito nella base area di Bagram per accertamenti medici e poi volerà negli Usa per quel ritorno a casa che tutti attendevano con il fiato sospeso da cinque lunghissimi anni.

Intanto, i talebani festeggiano e in una nota esprimono la loro “grande soddisfazione” ed “immenso piacere”per il rilascio dei cinque di Guantanamo.

Plaude il presidente Obama, dicendosi onorato di aver potuto chiamare personalmente i genitori di Bergdahl dando loro la buona notizia, che arriva a pochi giorni dal rientro di Obama dal viaggio a sorpresa proprio in Afganistan.

Obama, che ha tenuto un discorso alla nazione dopo l’annuncio del rilascio, nel congratularsi per la liberazione e ringraziare il Qatar per il ruolo svolto, assicura che gli Stati Uniti continueranno a lavorare per portare a casa tutti i prigionieri. “La sua famiglia non lo ha mai dimenticato durante la prigionia. Il suo paese non lo ha dimenticato durante la sua prigionia”.

“La liberazione del Sergente Bergdahl ci ricorda l’impegno fermo dell’America a non lasciare nessun uomo o donna in uniforme sul campo di battaglia” mette in evidenza Obama. “Gli Stati Uniti sono impegnati a mettere fine a guerra in Afghanistan e a chiudere Guantanamo”, ha aggiunto Obama.

Soddisfatti anche il segretario di stato John Kerry e quello alla Difesa Chuck Hagel, che assicurano a Bergdahl tutto l’appoggio necessario per riprendersi. In casa del sergente negli Stati Uniti, in Idaho, brinda la famiglia, che “non vede l’ora di poterlo riabbracciare”.

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