Aversa

Forza Italia, Orabona a Luciano: “Ti manca molta strada per diventare Grande”

 Aversa. Non si smorza il dibattito (perché io lo definirei tale anche se i tono sono duri, ma il momento e la situazione lo richiedono) in Forza Italia ad Aversa ed ecco che Isidoro Orabona risponde a Luciano Luciano con una lettera aperta …

… nella quale, tra l’altro, così come ha fatto anche Michele Galluccio, evidenzia che Forza Italia ha bisogno di un salto di qualità ed un cambio di strategia politica. Una risposta dovuta soprattutto se si considera che il precedente intervento aveva solo ed esclusivamente attaccato (e praticamente insultato) Orabona sul piano personale, senza entrare minimamente nel merito del dibattito,

Di seguito la lunga nota del medico aversano
“Caro Amico

la bella lingua italiana non è più nostra guida e ciò è concausa di molti nostri mali. I Grandi di un tempo veicolavano il loro pensiero con un linguaggio musicale, profumato di spontaneo senso dell’onore e del rispetto, aperto al domani, alla conoscenza al dialogo ed alla ricerca del bene comune.

Oggi invece la parola è diventata arma-scudo e veicolo di affermazioni disarmanti e/o allucinanti (i consiglieri Di Grazia,Costanzo e Della Vecchia che fanno parte del gruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale!!!) che offendono non tanto me, ma l’intelligenza dei cittadini aversani e pongono seri dubbi sulle tue effettive capacità di discernere la fantapolitica dalla politica.

Ma c’è di più, caro Luciano, amico sì ma ancora acerbo per essere considerato un Grande, abusando della libertà di espressione di cui ti sei avvalso mi hai rovesciato addosso valanghe di scadenti insulti che non producono un linguaggio musicale come dicevo prima bensì vaghi stridenti e fastidiosi rumori che mi impediscono di avvalermi del pur sacrosanto diritto di replica(politica) che comunque mi riservo di esercitare in altre e più opportune sedi.

Del resto le ingiurie effettivamente sono molto umilianti….. ma per chi le dice quando, come nel caso specifico, non riescono ad umiliare chi le riceve.

Il richiamo ad un frase del Sommo “Fatti non foste a vivere come bruti” può rappresentare un utile momento letterario su cui ti invito per un’attenta riflessione.

Tra l’altro con le tue affermazioni, che denotano un’acredine misconosciuta nei miei riguardi, hai dato l’impressione di voler costruire un argine a difesa evidentemente dei tuoi interessi e creare un labirinto per far perdere le tracce delle tue mancanze.

Per queste impressioni trasmesse,ripeto impressioni, e per l’amicizia che ci ha legati per tanti anni che ti invito a considerare attentamente gli effetti collaterali delle tue azioni e delle tue parole.

In quanto al desiderio di non alimentare una “sterile ed artata polemica”(linguaggio ben noto e conosciuto della politica locale o meglio dei nostri politicanti locali) mi permetto di farti notareche dissentire su alcune questioni, esprimere dei concetti non convergenti se non addirittura divergenti, confrontarsi su punti di vista partendo da posizioni distinte e distanti non rappresenta una sterile polemica ma rappresenta l’essenza del confronto democratico l’inno della libertà di espressione e di pensiero il substrato della vita relazionale la fonte del vivere civile così come magistralmente esposto nella Lettera, che tu evidentemente ignori,e che Pericle nel lontano 461 a.c. inviava agli Ateniesi.
Essere un Grande, carissimo Luciano,significa anche comprendere queste cose anche se mi rendo conto che per comprendere le cose bisogna prima conoscerle.

Consentimi ora ed a margine dei pensieri su esposti di esprimere una considerazione finale ed un auspicio; la considerazione è che la tua replica mi ha fortificato ancora di più nelle mie convinzioni per cui confermo in toto senza rinnegare una sola parola anzi una sola virgola quanto affermato nel precedente articolo con la precisazione, mi auguro questa volta comprensibile,che quella che ho sollevato venga considerata come una questione in cui i micro-motivi possano diventare macro competenze per un reale ed effettivo cambiamento che non io ma l’intera cittadinanza esige anzi pretende da chi di quella cittadinanza è rappresentante eletto o non eletto ma subentrato come nel tuo caso (al netto del ricorso Oliva v/s Luciano a suo tempo bloccato dalla segreteria cittadina) nel Consiglio Comunale.

L’auspicio è che il nostro sistema democratico-repubblicano che ha smarrito nel volgere di alcuni decenni la capacità di operare con rettitudine, trasparenza ma principalmente con pudore possa ritornare a respirare onestà comportamentale ed intellettuale con schiettezza e franchezza:pane al pane e vino al vino. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente come te da chi vuole cambiarlo come me.

Caro Luciano, chi pensa ancora che la politica sia la stessa di un decennio fa forse aspetta il proprio tramonto lentamente ma inesorabilmente. La forza delle mie idee è sostenuta da questi concetti che ritengo condivisibili perché il momento storico li rende ineludibili; una Nuova Forza Italia all’interno di un nuovo centrodestra non può non prescindere dal rinnovamento dei contenuti e delle persone, dal variare del modo di operare ma principalmente del modo di fare politica, dove gli attori protagonisti sono i cittadini e le comparse sono i politici, dove, molte volte, il nulla che tu identifichi nel cittadino pensante e criticoha più valore dell’essere che io identifico nel tuo ruolo di consigliere comunale dove la carica istituzionale rappresenta il mezzo per “servire” e non il fine per essere servito.

La strada per diventare Grande, caro amico Luciano, è ambiziosa ma per te è irta e tortuosa.

Con immutato affetto, Isidoro Orabona

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