Teverola

Scrutatori, Di Matteo e Di Chiara: “Dal sindaco altro esempio di oligarchia”

 Teverola. “Teverola si distingue! Mentre in tutti gli altri comuni si adotta il metodo del sorteggio per la nomina degli scrutatori, a Teverola, il sindaco e la sua amministrazione nominano ad personam”.

Così i consiglieri del gruppo “Teverola Libera”, Dario Di Matteo e Maurizio Di Chiara, contestano la decisione di nominare direttamente gli scrutatori per le Europee del 25 maggio. Nella giornata di lunedì si è riunita la commissione elettorale composta da tre membri della maggioranza, di cui il sindaco presidente e un membro delle opposizioni, nella persona del consigliere Di Chiara.

“Appena aperta la seduta – racconta lo stesso Di Chiara – ho chiesto che si procedesse alla nomina degli scrutatori a mezzo di sorteggio. Il sindaco Lusini, dopo essersi rifiutato, ha proceduto ad inserire 48 fortunati su 764 candidati. Dopo essermi rifiutato di consegnare la quota di nomi che spettavano alle opposizioni ho abbandonato la seduta”.

Per Di Matteo e Di Chiara la novità non si trova nell’atteggiamento del sindaco, “noto alla popolazione e non solo”, ma “è da ricercare nel metodo della nomina che tratteggia un modo di fare do ut des. Sarebbe stato un buon momento per lanciare un messaggio di trasparenza e legalità. Meglio clientopoli e parentopoli?!”. “Il sindaco – continuano – non perde una sola occasione per trasmette la sua padronanza della res pubblica. Magari se qualche volta anteponesse il bene comune a quello di un’oligarchia la popolazione gradirebbe sicuramente di più”.

E qui gli esponenti di “Teverola Libera” fanno un esempio: “Pochi giorni fa la scuola media ‘Ungaretti’ è stata devasta dai ladri che hanno asportato materiale didattico per circa 30mila euro. Nonostante due mesi fa la locale stazione dei carabinieri ed il dirigente scolastico avessero invitato per iscritto il sindaco a rafforzare le misure di sicurezza, nulla è stato fatto. Il risultato è noto a tutti, scuola distrutta e saccheggiata. Un sistema di videosorveglianza malfunzionante nonostante il Comune (dunque i teverolesi contribuenti) paghi un canone di circa 150 euro mensili”.

Per Di Matteo e Di Chiara “verrebbe da raccontare il totale fallimento dell’amministrazione in tutti i campi ma – sottolineano – un comunicato stampa non sarebbe sufficiente”.

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