Orta di Atella

Divertimento ed emozioni nello spettacolo di fine anno della “Stanzione”

 Orta di Atella. La sera di venerdì 23 maggio, su un’idea originaria della Dirigente della “M. Stanzione” di Orta di Atella Arcangela Del Prete, il palco del teatro De Rosa di Frattamaggiore, assume i toni policromi dello spettacolo di fine anno 2013-14: lo screziato della musica; l’azzurro del Sud; il nero della tragedia, il verde della speranza.

L’apertura è affidata agli alunni dei corsi di strumento musicale preparati dai docenti Dario Giordano (chitarra), Franca Volpicelli (pianoforte), Stefania Rettore (flauto), Fulvio Luigi Cusano (percussioni) che offrono un breve ma graditissimo saggio della grande esibizione che li vedrà impegnati l’11 giugno, alle ore 20, in piazza Pertini, ad Orta di Atella.

Il successivo intervento della dirigente, spiega il tema di fondo del lavoro svolto e di quanto verrà rappresentato: “La mia proposta era quella di coinvolgere gli alunni in un percorso che li avrebbe portati a conoscere ed amare la propria terra, ad acquisire consapevolezza delle proprie inclinazioni e delle proprie capacità, coltivarle, accrescerle per metterle al servizio di un progetto di valorizzazione e riscatto di una Regione ricca di storia e di bellezza, insultata e avvilita da decenni di cattivo governo, di malaffare, di azioni criminali, tali da trasformarla da “Terra del Sole” in “Terra dei Fuochi”. E’ giusto ripercorrere la storia attraverso i libri, ma è ancora più giusto ed efficace farlo vivendola attraverso il teatro. La rappresentazione scenica delle origini culturali, del dolore e della passione che hanno caratterizzato la storia campana ed atellana acquisisce maggiore potere sul processo che porta alla vera conoscenza che è “interiorizzazione”.

Attraverso la vera conoscenza, gli alunni, cittadini di domani, troveranno la forza di non abbandonarsi alla rassegnazione. Partendo da quanto di positivo è esistito ed esiste ancora: l’onestà, la laboriosità, la creatività, l’entusiasmo, l’amore per la vita e quant’altro di buono è ancora potentemente presente e attivo nella loro mente e nella loro anima, i nostri giovani riusciranno a dare un volto nuovo e bellissimo alla nostra terra, liberandola, finalmente, dal fango da cui è oppressa affinché ritorni ad essere, in una forma completamente e intimamente rinnovata, la “Campania felix” ammirata e invidiata da tutti”.

Uno spazio, prima della chiusura del suo intervento, la dirigente lo ha riservato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino in occasione della 22esima ricorrenza della strage di Capaci; un breve video commemorativo ha fatto da sfondo ad un minuto di silenzio. Inizia, dunque lo spettacolo vero e proprio. Un alternarsi vivacissimo di parti recitate, video, canti corali, balli e musica.

Il cuore della rappresentazione è la rievocazione della storia dei Martiri atellani – 25 civili, giovani e anziani, assurdamente trucidati per rappresaglia dalle truppe tedesche il 30 settembre 1943 – attraverso un copione scritto dalla professoressa Angela Follo, la cui messa in scena ha già meritato un riconoscimento particolare alla rassegna teatrale “Storia di tutte le storie” che si è tenuta ad Agropoli nel mese di aprile.

I giovani attori del laboratorio di teatro della stessa professoressa Follo coadiuvata dalla professoressa Speranza Mozzillo, quest’ultima anche curatrice della parte tecnica della messa in scena, sono stati tutti assolutamente straordinari: hanno saputo divertire e commuovere con una naturalezza da attori consumati, ricevendo più volte applausi a scena aperta. Certamente forte ed appropriato è stato l’accostamento tra i martiri atellani del ’43, uccisi dalla follia nazista, con le vittime dell’inquinamento prodotto dalla follia criminale che vengono definiti i “nuovi martiri atellani”.

A fare da sfondo alla vicenda, lo spirito, la musicalità e la cultura della nostra amata Campania celebrati attraverso musiche, canti e danze. Un intreccio complesso e variegato ma riuscitissimo, grazie all’abilità, alla professionalità e all’esperienza della già citata professoressa Angela Follo; del professor Giuseppe Roncioni, autore degli interventi “fuori scena” degli alunni e coordinatore-regista dell’intero spettacolo; del professor Rosario Bergamo che, con il suo sempre più accreditato laboratorio corale, ha preparato e diretto un coro formato da alunni e mamme i quali hanno elettrizzato la platea con la loro voce e la loro simpatia; un grazie infine, anche ai membri dell’associazione “Oltre”: Maria Grazia Savoia, che ha cantato e ballato delle tradizionali tamburriate, il maestro di percussioni Andrea Carboni e agli alunni del progetto di musicoterapia realizzato dalla dottoressa Tania Brancaccio che si sono esibiti in una performance coinvolgente di ritmi tribali prodotti con materiale di riciclo. Chiude lo spettacolo l’ingresso in scena di alcuni alunni che, facendosi portavoce di tutti i giovani atellani e campani esprimono le loro speranze e le loro aspirazioni per il futuro.

Una nota di merito particolare va rivolta alle mamme che, grazie all’impegno iniziale di Adelaide Mozzillo, si sono costituite oggi come un gruppo compatto, forte ed efficiente, un vero punto di riferimento per tutte le iniziative che la scuola, su iniziativa della dirigente Del Prete, intende proporre. Le stesse, oltre a partecipare con vera passione e serietà allo spettacolo, hanno contribuito fortemente alla buona riuscita dello stesso, collaborando con la dirigente e i docenti nel loro difficile compito, aiutandoli a superare le immancabili e gravose difficoltà organizzative.

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