Italia

Ucraina, ucciso il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli

 Sloviansk. Prima la notizia del suo ferimento, circolata nella serata di sabato. Poi la triste conferma: Andrea Rocchelli, fotoreporter italiano, è morto in Ucraina, a Sloviansk, nella Repubblica Popolare di Donetsk, proclamatasi indipendente lo scorso 7 aprile.

Ucciso anche il suo interprete Andrei Mironov, russo. Salvo un suo collega francese William Roguelon, che si trovava con loro, rimasto ferito ma già dimesso dall’ospedale. Le salme sono state trasferite dall’ospedale di Andreevka a quello di Slovyansk, distante pochi chilometri.

“Andy”, trentenne, lavorava per “Cesura.it”, sito del collettivo fotografico “Cesuralab” di Pianello, sulle prime pendici dell’Appennino piacentino in Valtidone. La sua famiglia, è entrata in contatto con la Farnesina e l’Ambasciata a Kiev, che la assisterà al suo arrivo domenica pomeriggio nella capitale ucraina.

I due giornalisti e l’interprete sono stati raggiunti da un colpo di mortaio a Sloviank, roccaforte dei filorussi circondata dalle forze armate di Kiev, su una linea del fronte a sud della città. A riferirlo lo stesso reporter francese sopravvissuto, Roguelon, dell’agenzia “Wostok Press”, che, raggiunto al telefono in ospedale, ha raccontato che lui, Andy Rocchelli, l’interprete e il loro autista erano scesi dalla vettura su cui viaggiavano quando, improvvisamente, sono piovute delle bombe. “Prima abbiamo udito dei colpi di kalashnikov, poi i colpi di mortaio caduti intorno a noi, uno dei quali è finito in un fossato dove ci eravamo riparati”.

Andy lascia una compagna e una bambina da poco nata. “Un amico e un bravissimo ragazzo”, così lo ricorda Alberto Cassi, gestore della piscina che si trova provo di fronte allo studio di Cesura Lab. “Un ottimo lavoratore, con tanta voglia di fare e ciò, purtroppo, lo ha portato alla morte. Era innamorato della fotografia, anche qui a Pianello tutto quello che di bello e di nuovo poteva fotografare lo immortalava”, aggiunge Cassi.

Numerosi i messaggi di cordoglio, tra cui quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “L’uccisione di un operatore dell’informazione, nello svolgimento dei suoi compiti, richiama a tutti la tragedia che insanguina un paese a noi vicino anche in questi giorni così importanti per l’Europa”.

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