Italia

Lusi condannato a otto anni. Rutelli: “Giustizia è stata fatta”

Luigi LusiRoma. Appropriazione indebita di oltre 25 milioni di euro destinati al partito: condannato a 8 anni l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi.

Ad emettere la sentenza sono stati i giudici della IV sezione penale del tribunale di Roma: in base alla sentenza per lui scatta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I giudici hanno inoltre condannato Lusi anche per calunnia ai danni di Francesco Rutelli, assolvendolo però dall’accusa di associazione a delinquere. Insieme all’ex esponente della Margherita, sono stati condannati anchei commercialisti Mario Montecchia (tre anni e 6 mesi) e Giovanni Sebastio (a due anni e 8 mesi) e per l’ex collaboratrice Diana Ferri (un anno e 2 mesi) per la quale la procura aveva chiesto l’assoluzione.

Il tribunale di Roma, che ha mantenuto il sequestro su somme ed immobili, ha inoltre disposto, per tutti e quattro gli imputati, il risarcimento del danno alla Margherita, l’appropriazione indebita in sede civile e con 5mila euro immediatamente esecutivi. Solo Lusi dovrà, invece, risarcire per la calunnia Rutelli in sede civile e con 5mila euro immediatamente esecutivi. Nei confronti dell’ex senatore la Procura di Roma aveva sollecitato una condanna a condanna a 7 anni e mezzo di reclusione, nonché l’interdizione perpetua dei pubblici uffici e la confisca di 25.579.200 euro, al fine di restituzione, somma che era stata sottratta secondo l’accusa tra il 2007 e il 2011 dall’imputato. La vicenda aveva coinvolto anche la moglie dell’ex senatore, Giovanna Petricone, che però è uscita dal processo patteggiando la condanna a un anno di reclusione.

L’inchiesta,avviata nel gennaio del 2012, era partita da alcuni rilievi della Banca d’Italia dai quali era stato riscontrato che Lusi e gli altri imputati si erano associati al fine di “commettere un numero indeterminato di delitti, di appropriazione indebita, riciclaggio, fraudolenta intestazione di valori ed altri illeciti strumentali finalizzati a realizzare una serie indeterminata e sistematica sottrazione di risorse dai conti dell’associazione Democrazia è libertà – La Margherita”. In particolare Lusi avrebbe fatto “ripetutamente atti di disposizione del patrimonio della Margherita grazie ai quali risorse di competenza della predetta associazione politica venivano utilizzate al fine di profitto personale”.

Nel giorno della lettura della sentenza, parla anche Francesco Rutelli che dichiara: “Giustizia è fatta. Vengono dimostrate le esclusive responsabilità dell’ex tesoriere e dei suoi complici, e la nostra totale onestà, di politici e persone perbene. Con la condanna di Lusi per calunnia nei miei confronti, si spazzano via tutti i veleni che furono diffusi. Sono soprattutto felice perché non solo è integro l’onore della Margherita, dei suoi dirigenti, e mio; ma resta integra anche la credibilità tecnico-amministrativa del partito: grazie alla determinazione dimostrata in questi anni, alla bravura degli avvocati Madia e Diddi, all’impegno dei liquidatori, dei garanti e dei tecnici e grazie all’egregio lavoro della Magistratura, tutto il maltolto viene recuperato”.

Per l’avvocato di Rutelli, Alessandro Diddi, “ importante sottolineare che il tribunale ha disposto il sequestro conservativo sui beni già sottoposti a sequestro penale. Anche questo è un risultato del quale dobbiamo ritenerci soddisfatti perché spazza via l’ennesimo tentativo di Lusi di prendere in giro la Corte dei conti, offrendo a titolo di ristoro del danno erariale beni che sono destinati a ripianare il patrimonio della Margherita depredato dalle condotte illecite del senatore Lusi”.

Di parere contrario restano il legale del senatore Lusi, Luca Petrucci, che sottolineano come il loro assistito sia stato arrestato per un reato “da cui poi è stato assolto in giudizio. Vedremo le motivazioni della sentenza. Ma quello che va tenuto ben presente è che l’accusa di associazione a delinquere è caduta, anzi è stata dichiarata insussistente dalla stesso tribunale. Riguardo alla condanna va tenuto presente che ci sono anche delle contestazioni con possibili prescrizioni”.

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