Italia

Grillo: “Processi popolari sul web”. Renzi: “I vaffa sono inutili”

 Roma. Toni sempre più accesi a quattro giorni dal voto per le Europee. All’indomani del forte scontro che ha visto protagonistiBeppeGrillo e Silvio Berlusconi, Matteo Renzi dice la sua: “Nella Ue non abbiamo bisogno di pagliacciate”.

“L’Italia – spiega – merita di più dei ‘vaffa’ e degli urli, perché ha bisogno di un cambiamento con determinazione”.

Il leader del Pd ribadisce che “da lunedì il Parlamento italiano non cambia, cambia quello europeo” e aggiunge che “se il Pd arrivasse primo alle Europee, e io ci credo, vorrebbe dire che sarebbe più forte in Europa. Se arrivassimo primi non cambierebbe niente, neanche in positivo, perché la legittimazione popolare di cui tutti parlano non arriva dalle elezioni europee ma da quelle politiche. Esistono – puntualizza – due tipi di legittimazioni: il premier, secondo Costituzione, viene fiduciato dal Parlamento e chiunque sia non avrà mai il lasciapassare elettorale finche’ non si va a elezioni politiche”.

Grillo, intanto,sfodera il “tribunale popolare” nei confronti di politici, industriali e giornalisti: “Questo orrendo trio – scrive sul blog – va giudicato attraverso un processo popolare, mediatico che inizierà dopo le elezioni europee”. Dopo le Europee metterà sul banco degli imputati allestito dal blog M5Svere e proprie liste di proscrizione (anche se il leader pentastellato non le chiama così) visto che “ci saranno – chiarisce – le liste, le prove e i testimoni di accusa come in un processo”.

E contro Grillo rilancia Silvio Berlusconi: “Io non ho mai insultato nessuno, né nella vita privata né, soprattutto, in quella pubblica. Ho solo ricordato un dato di fatto. Grillo ha avuto un comportamento indecente nei miei confronti e, visto che lui moraleggiava, verso di me ho ricordato che è condannato per aver ucciso, con colpa grave, tre persone nell’88, per non aver rispettato le regole e essersi inoltrato con la sua auto su una strada con lastroni di ghiaccio che costeggiava un burrone”.

Interviene in giornata anche il capo dello Stato: “L’Italia ha bisogno di fiducia e serenità nella competizione elettorale”, dice Giorgio Napolitano da Lugano.

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