Italia

Aldrovandi, Napolitano alla madre: “Vicenda indegna”

 Ferrara. “Chi ha applaudito si deve vergognare” dice Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, morto a Ferrara nel 2005 durante un controllo di polizia per le percosse subite da quattro agenti.

“Continuano a fare male. Che lavoro fanno? O sono poliziotti o sono delinquenti come quelli che hanno ucciso mio figlio” dice riferendosi agli agenti che al congresso del Sindacato autonomo di Polizia hanno applaudito ai colleghi riconosciuti dalla legge colpevoli della morte del giovane. “La politica non può più chiudere gli occhi” aggiunge.

La donna, durante la conferenza stampa al Senato con Luigi Manconi (Pd), spiega come non possa essere più solo lei, né le famiglie delle altre vittime, a rispondere da sole a episodi come quello di martedì 29 aprile. “Ora rispondano le istituzioni – dice – e prendano i provvedimenti adeguati”. Intanto, è intervenuto il ministro dell’Interno Alfano: “Quegli applausi fanno male alla divisa”.

In giornata la mamma di Federico, dopo aver incontrato il presidente del Senato, Grasso, è stata ricevuta dal ministro Alfano e dal capo della Polizia, Pansa. Incontro alla Camera anche con la presidente Boldrini. Tra i messaggi di solidarietà anche quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha parlato di “un’indegna vicenda”.

Ed è polemica per le frasi di Carlo Giovanardi (Ncd): “Aldrovandi – dice a La Zanzara su Radio 24 – è morto di infarto per essere stato tenuto in una certa posizione, lo dice la sentenza”.”La madre sbaglia e insulta”, aggiunge. Anche il neosegretario del Sap Tonelli rivendica l’applauso ai colleghi.

Ma la vicenda ha scatenato anche l’indignazione degli utenti in Rete, che hanno espresso solidarietà alla madre della vittima con messaggi contrassegnati dall’hashtag #noinonapplaudiamo.

Intanto, procedono le indagini sulla morte di Riccardo Magherini, avvenuta il 3 marzo scorso a Firenze dopo un arresto. Sono infatti 9 le persone indagate: si tratta di quattro carabinieri che intervennero per arrestarlo e di cinque operatori sanitari che prestarono i primi soccorsi

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