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Clooney e Amal, sposi entro l’estate: il no dei musulmani

 È annunciato al mondo come il matrimonio dell’anno: George Clooney e Amal Alamuddin potrebbero dirsi “sì” a Londra entro la prossima estate.

Si vocifera nel mese di giugno, o meglio ancora con il fresco di settembre. Fatto sta, che dopo la comparsa dell’anello sul dito dell’avvocatessa, la notizia delle future nozze ha cominciato a manifestarsi con insistenza. Che il bell’attore sia davvero pronto a diventare marito e a perdere il titolo di scapolo d’oro, che ha da sempre contraddistinto la sua persona?

Pare che però ci sia chi si oppone al matrimonio. Se le voci malpensanti potrebbero pensare a qualche ex, che, ingelosita dalla proposta, sarebbe pronta ad inveire contro la futura signora Clooney, la realtà è un’altra. Questo matrimonio non s’adda fare e a dirlo è la comunità drusa, corrente mulsana alla quale appartiene Amal, che si sarebbe opposta all’unione. Tanto che sul social network Facebook sarebbe partita una vera e propria campagna anti-nozze. Per i musulmani drusi libanesi, da cui proviene la bellissima Amal, avvocato 36enne, che ha fatto perdere la testa allo scapolo d’oro di Hollywood, Clooney sarebbe infatti un “infedele”, perché non druso e l’unione con lui porterebbe la comunità musulmana ad accusare la futura sposa di apostasia.

Una storia d’amore, l’ennesima per il bell’attore contornata di dettagli gossip altamente importanti, quanto forse stereotipati. Con l’unica eccezione che lei, molto più giovane di lui, è una persona estranea del tutto al mondo dello spettacolo, laureata in legge a Oxford, e tra le tante cose ex-consigliera del segretario generale dell’Onu Kofi Annan peri diritti umani,partner di un prestigioso studio legale londinese con il quale ha difeso tra gli altri il fondatore di Wikileaks Julian Assange, “hottest barrister in the City”.

Se il gossip parla della bella avvocatessa per l’anello di fidanzamento e i dettagli delle nozze, la cronaca pone la lente di ingrandimento su un altro aspetto. Alamuddin, al momento, sta difendendo l’ex-capo dei servizi segreti di Gheddafi, Abdullah al Senussi, in un caso che mette in discussione la reputazione della Corte Internazionale dell’Aia. Insomma, non la prima arrivata. Ma come concilieranno i due promessi sposi le loro vite completamente diverse?

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