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Anastacia a Milano: “Dopo sei anni di lotta sono rinata”

Anastacia“Mi ha colpito sapere che il mio in greco significa ‘resurrezione’ e adesso sento questa parola in modo ancora più forte”: Anastacia incontra i fans alla Feltrinelli di Milano.

A parlare è Anastasia che racconta il suo nuovo progetto discografico con una leggerezza e una spensieratezza che nonostante tutto contraddistingue la sua vita. E per lei non è stata di certo una passeggiata.

Dopo aver combattuto il morbo di di Crohn, una tachicardia sovraventricolare e non uno ma due cancri al seno (battuti con una doppia mastectomia) ed è tornata alla musica, risorgendo con tutta la grinta che ha da sempre contraddistinto la sua persona. “Sono solo una persona che ama la vita e che ha lottato e continua a farlo”, racconta, seccatamente, a chi le chiede se il titolo del suo ultimo album abbia a che fare con il suo passato.

“Io ho vinto la mia battaglia, ma tutti noi le abbiamo, che siano più o meno drammatiche, e questo disco è un incitamento a tutti perché lottino sempre” dice sempre ai suoi fan a cui regala più che emozioni, lezioni di vita. Perché la vita è tutta contenuta nelle sue note, che energiche, sanno di rock, di amore e di passione. D’altronde queste sono state sempre le componenti essenziali dei suoi album: rock, rhythm’n’blues potente e venato di pop reso ancora più forte e credibile da una voce nera e speziata, con canzoni come I’m outta love, One day in your life, Left outside alone e Pieces of a dream. In Resurrection spiccano inveceStaring at the sun, Stay, Broken wingse il primo singoloStupid little things, “che è dedicato al traffico, al moka-cappuccino macchiato male, a una pettinatura sbagliata, insomma ai piccolissimi problemi di tutti i giorni che ci impediscono di avere una visione globale sulla nostra vita e di capire che le cose importanti sono la famiglia, la salute, l’amore”.

È stato proprio il singoloStupid Little Thingsad annunciare la resurrezione fisica di Anastacia (dopo aver sopportato la “via crucis” di un tumore debellato a forza di farmaci, chemio e radioterapia): “Scrivere canzoni aiuta a metterti i momenti bui alle spalle – ha detto l’artista ai numerosissimi fan che sono accorsi alla Feltrinelli di Milano -. Anche solo poter condividere la mia storia è di grande aiuto. Il branoStupid Little Thingsparla di come si debba tentare di dare il giusto peso a quel che ti succede per non farlo diventare molto più grande di quello che è. È tutta una questione di non concentrarsi sulle piccole cose ma focalizzarsi invece sull’amore, la famiglia, su chi ti vuol bene e nel mio caso siete voi!”.

Un passaggio, breve ma inteso circa le sue condizioni di salute: “Sono stati sei anni duri senza la possibilità di lavorare: non volevo far vedere al pubblico il mio lato triste, malato. Non sono sempre così forte, ho avuto e ho alti e bassi, che non intendo raccontare nei dettagli per non turbare nessuno. Ma per ora ho battuto ogni difficoltà e il messaggio diResurrectionalla fine è questo: credeteci e siate il meglio che potete essere. Ce l’ho fatta anche grazie a voi fan, e non è retorica: a volte sono stata io ad aiutare qualcuno di voi con una mia canzone, ma mi avete sostenuto già in tempi non sospetti e lo avete fatto ancor di più di recente, col vostro amore”.

Un breve saluto quello di mercoledì al pubblico italiano visto che al momento non sono previsti concerti in Italia per l’artista, a parte la presenza, il 1° giugno, all’Arena di Verona, a una serata dedicata al bel canto, che mescolerà Massimo Ranieri, il trio di tenori Il volo, il cast di Jesus Christ superstar e quello di Notre Dame de Paris (con Riccardo Cocciante) e il tenore Vittorio Grigolo. E questo porta la cantante a ricordare la sua esibizione con Luciano Pavarotti, “la più bella esperienza artistica che ho vissuto in Italia. Era il 29 maggio 2001, duettai con lui al Pavarotti and friends inI ask of you. Ero così emozionata che per la prima e unica volta chiesi a qualcun altro se avrei cantato bene. Ma sul palco crollai quasi fisicamente, mi dimenticai anche della diretta in mondovisione”.

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