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Casapesenna, Garofalo: “Sarò sindaco a tempo pieno”

 Casapesenna. Numerosa la partecipazione dei cittadini locali all’apertura della campagna elettorale della lista capeggiata “Noi Casapesenna” del candidato sindaco Antonio Garofalo.

Dopo la presentazione dei 12 candidati consiglieri si è passati ad una serie di interventi di quest’ultimi che hanno voluto chiarire alcuni “chiacchiericci di paese”. “Il candidato sindaco Garofalo – hanno detto all’unisono – è nato a Casapesenna, vive ed opera professionalmente a Casapesenna, e grazie alla sua professione ha una finestra privilegiata sui problemi delle famiglie di Casapesenna e di questo sia lui che noi ne siamo orgogliosi. Dispiace leggere che sarà sindaco solo per due ore al giorno o che non potrà capire quali sono i problemi e le criticità del paese. Tutti anche i nostri avversari politici sanno che a qualsiasi ora del giorno e a notte fonda hanno trovato Garofalo a Casapesenna. Siamo meravigliati che solo oggi si siano ricordati della sua residenza”.

Altro concetto che è stato chiarito nel prosieguo della manifestazione riguarda i titoli professionali dei candidati di “Noi Casapesenna”. “Chiariamo subito, – hanno detto i candidati – i nostri titoli ce li siamo sudati con la testa sui libri, con i sacrifici dei nostri genitori che ci hanno dato la possibilità di farlo, non sono titoli di blasone, sono stati questi sacrifici che ci danno la capacità e la dignità di poterlo esprimere”.

Poi ha preso la parola Garofalo: “Parte oggi un nuovo percorso che si pone come primo obiettivo non di ricostruire, ma di creare un nuovo progetto politico, partecipativo,coinvolgente e vincente! Abbiamo costruito tutti insieme un progetto basato sulla responsabilità, ma soprattutto sulle idee, sull’organizzazione, sui valori che sono al centro di un percorso di cambiamento culturale. Sono orgoglioso di avere questa mattina, una squadra di donne e uomini che si sono candidati e messi in discussione per governare questo Paese.

Noi dobbiamo essere l’immagine del cambiamento, un cambiamento necessario; dobbiamo incarnarlo, pretenderlo l’uno dall’altro ed esserne testimoni con serietà, trasparenza e umiltà. Ora dobbiamo essere protagonisti di una nuova fase storica e politica per il nostro Paese. Dobbiamo lavorare come abbiamo sempre fatto, dobbiamo ripartire dalla gente, e con essa riscattare questo territorio. Mai come in questa fase storica e politica abbiamo la necessità di uscire da un contesto fatto di etichette, pregiudizi,propaganda..tutto ai nostri danni.

Per tanto, anzi troppo tempo, abbiamo girato la faccia dall’altro lato e di questo ce ne dobbiamo assumere la responsabilità, ma dobbiamo anche ammettere che per tanti anni siamo stati una colonia, senza tutela da parte di nessuno. Ora diciamo basta. La dobbiamo finire di essere etichettati come un paese di camorristi, il nostro Paese è fatto di gente perbene, di lavoratori, di donne e di uomini che credono nella legalità, nella libertà delle loro scelte. I nostri candidati hanno deciso di metterci la faccia, di contribuire attivamente per una rinascita culturale e per un riscatto sociale.

Dobbiamo ripartire, dai giovani, dagli studenti, dagli operai che si alzano tutte le mattine e che credono in una speranza di cambiamento per i loro figli, dai professionisti, dalle giovani menti che vogliono dare un contributo da cittadini liberi. Credo che tutti i cittadini, gli operatovi sociali del territorio, la chiesa e tutti coloro che lavorano assiduamente, che credono ogni giorno nella necessità non solo di lasciare un messaggio, ma di proporre gesti alternativi nella convivenza civile, tutti insieme devono saper indicare una nuova strada.. nella gestione amministrativa e nei comportamenti sociali.

Dobbiamo formare ed informare, solo cosi potremo incidere sui comportamenti ed offrire modelli sociali ed economici alternativi. Volevo però, ribadire che la necessità del cambiamento viene vanificata se le istituzioni e rappresentanti di essa, non lavorano affinché Casapesenna rientri tra le priorità nelle scelte decisionali e progettuali degli organi preposti.

Credo che non potremo iniziare alcun tipo di progetto se prima non ci fermiamo a riflettere sul significato del sostantivo solidarietà e del valore che vogliamo dargli. Solidarietà dovrà diventare la parola d’ordine, il motore per chi vuole governare questo paese. Solidarietà nel significato più alto e nobile del termine, da non confondere con carità, ma intesa come fondamentale leva capace di scardinare la cultura individualista presente in ognuno di noi. Noi Casapesenna sta lavorando duramente per far si che tutti si sentano parte integrante del progetto, e non basato su obiettivi a breve termine. Le priorità in questo momento sono il sostegno alle persone in difficoltà.

Le politiche sociali sono in cima ai nostri pensieri. C’è bisogno di coraggio nelle scelte se davvero vogliamo tentare il cambiamento. Occorre una netta discontinuità con il passato. Casapesenna deve tornare ad essere protagonista! Abbiamo il diritto, ma soprattutto il dovere di pensare ad una migliore qualità della vita della nostra gente, dobbiamo adoperarci per ottenerla. Eccola l’importanza della solidarietà. Casapesenna è un popolo di lavoratori del quale siamo orgogliosi, spetta a noi con azioni forti ribaltare quello che è un marchio infamante che da anni ci perseguita, in modo tale da dare la giusta visione di questo Paese, chiamato sempre terra di lavoro, terra di donna e uomini onesti, laboriosi e orgogliosi.

Concludo con una frase di Giovanni Paolo II: ‘Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro’, questo è quello che noi vogliamo fare”.

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