Carinaro

Masi sfida Dell’Aprovitola al confronto. E rivela: “Simpatizzo per Barbato”

 Carinaro. “E chi sarebbero questi ‘pupari’ di Barbato? Abbia il coraggio di dirlo la signora Dell’Aprovitola. Anzi, invece che con Barbato, si confronti con me, pubblicamente. E se continueranno certe illazioni non escludo che io decida di tenere un comizio in piazza entro venerdì”.

Mario Masi dice di non avere la “coda di paglia”, il suo nome finora non è uscito fuori ufficialmente. Tuttavia, le voci che circolano in città additandolo come presunto “manovratore” della lista guidata da Giuseppe Barbato lo stanno mettendo decisamente a disagio.

Che il sindaco uscente non sostenesse la candidata di “Carinaro Libera” era risaputo, dopo l’aspro scontro dello scorso novembre sul “caso gazebo”, che lo portò addirittura alle dimissioni, poi revocate, e le vicissitudini nel Partito Democratico che hanno determinato lo sfaldamento della sua maggioranza, in gran parte confluita nella lista di Dell’Aprovitola insieme a rappresentanti dell’opposizione uscente. Ma ad oggi il quattro volte primo cittadino (prima negli anni ’70, poi dal 2004 ad oggi) nonaveva preso una posizione netta in campagna elettorale.

Eppure si parla di lui come “regista occulto” della lista “Uniti per Cambiare” e la polemica di stamani sorta tra Barbato e Dell’Aprovitola in merito alle “11 domande” ne è riprova. Nel replicare a Barbato, la leader di “Carinaro Libera” ha ritenuto che le 11 domande siano opera di “pupari”. Dinanzi a questa definizione qualcuno, in realtà molti, anzi quasi tutti, hanno pensato a Masi.

A quel punto non potevamo evitare di contattarlo. Lo abbiamo fatto, lui ci ha risposto e anche in modo esaustivo. “Non so di quali ‘pupari’ parli la Dell’Aprovitola. Se fa riferimento al sottoscritto allora lo dica apertamente”, esordisce Masi alla domanda “Sindaco, ma è lei il puparo?”. Poi fa una riflessione: “Barbato ha grande esperienza amministrativa, è stato assessore con Affinito, è stato assessore con me. Non ha certo bisogno di farsi scrivere le cose da altri. Ritengo, pertanto, le esternazioni di Dell’Aprovitola frutto della sua presunzione. E poi parla lei di ‘pupari’ che va casa per casa con Angelo Sglavo?”.

A proposito delle 11 domande, il sindaco incalza: “Non ci voleva la cosiddetta ‘scienza’ per rivolgere quelle domande alla candidata. Sono quesiti che tutti i cittadini di Carinaro si pongono. Dal gazebo del bar della cognata di Dell’Aprovitola alle contraddizioni legate alla presenza in lista di pezzi di opposizione e di consiglieri di maggioranza, come Capoluongo e Sepe, che fino a poche settimane fa dicevano ‘Mai con quella’, o come la De Chiara che tre anni fa si dimise dal Consiglio perché, parole sue, ‘rimasta schifata dalla politica’. Domande lecite a cui Dell’Aprovitola, invece di offendere chi gliele ha rivolte, avrebbe il dovere di rispondere”.

Il gazebo del bar in piazza Trieste, oggi “orfano” dei vetri, torna dunque d’attualità. E qui Masi non lesina un altro strale: “Il marito della candidata, realizzatore di quel gazebo, dopo l’ordinanza di rimozione del Comune ha fatto finta di niente per quattro mesi. Poi, qualche giorno prima che la moglie si candidasse, ha comunicato lo smontaggio dei vetri per ottemperare all’ordinanza. Altri commenti sono inutili”.

Ciò nonostante, in città qualcuno ha parlato di un appoggio di Masi alla lista di Dell’Aprovitola. A riferirlo è lo stesso sindaco: “Alcuni candidati della lista di Barbato mi hanno riferito che, durante il caseggiato, a delle famiglie di Carinaro la signora Dell’Aprovitola avrebbe detto che io appoggio la sua lista”. E qui il sindaco sbotta: “E’ assolutamente falso. Non potrei mai sostenere una lista caratterizzata da contraddizioni e con a capo una persona che davanti ad un episodio di abusivismo, quello del gazebo, è rimasta a guardare nonostante detenesse, come assessore, la delega alla trasparenza. E poi non la ritengo in grado di fare il sindaco”. Insomma, mai con Dell’Aprovitola perché, sottolinea il sindaco, “sarebbe contro la mia dignità e le tante persone da cui sono apprezzato mi toglierebbero, giustamente, il saluto”.

Ma allora per chi vota Mario Masi? Lui risponde: “Non faccio campagna elettorale aperta per nessuno, ma simpatizzo per la lista di Barbato perché, rispetto a quella avversaria, è più fresca e meno vincolata da eventuali condizionamenti di interessi e affari. Ricordiamo che gli imprenditori, non solo a Carinaro, ma anche in altre zone dell’agro hanno sotterrato parecchie amministrazioni”.

Il sindaco, infine, lancia la sfida: “Rinnovo l’invito a Dell’Aprovitola a fare il nome di questo ‘puparo’. Intanto, io sono a disposizione per un pubblico confronto con lei prima del voto di domenica. Quando vuole. Anzi, dico di più: lasci perdere Barbato, lo abbia con me il confronto”. E non esclude, tra l’altro, che possa allestire il cosiddetto “bancariello” in piazza e farlo lui un comizio: “In quel caso – avverte Masi – non sarò tanto morbido nel raccontare la verità ai cittadini”.

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