Campania

Carceri nel caos, la denuncia dell’Osapp

 Napoli. “Al di là di quello che il governo afferma la situazione nelle carceri non è affatto migliorata, ci sono sempre 16mila detenuti al di sopra delle capienze effettive non dichiarate, il personale continua diminuire e il sistema penitenziario non reinserisce ma accentua le difficoltà di chi dovrebbe tornare nella società redento o migliorato”.

Lo afferma Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, in visita al carcere di Secondigliano, a Napoli. Parlando, appunto, del sistema penitenziario napoletano, Beneduci lo ritiene “in linea” con la situazione nazionale. “C’è un discorso di minore sovraffollamento, ma solo minore. Poggioreale ha delle incidenze minori, oggi siamo intorno ai duemila detenuti, lo scorso anno ne erano circa 2500. Tuttavia, non è una situazione delle migliori. Così come a Secondigliano, dove il numero dei detenuti è inferiore ma ci sono problemi dell’infrastruttura, con celle e docce che non corrispondono alle direttive europee”.

Continua, poi, il fenomeno delle aggressioni, l’ultima sabato proprio a Poggioreale. Una situazione, dunque, che meriterebbe, secondo Beneduci, “un interesse concreto” dell’amministrazione penitenziaria e del governo. Sulla stessa linea il segretario nazionale Osapp, Pasquale Montesano: “Il decongestionamento di Poggioreale sta inficiando sulle condizioni lavorative sulle strutture di Avellino e di Santa Maria Capua Vetere. Secondigliano, anche se non soffre di sovraffollamento, ha un organico esiguo che non garantisce al meglio la sicurezza”.

Montesano ritiene che l’amministrazione penitenziaria è “assente, lontana anni luce dai problemi del personale”, in particolare quello degli Ospedali psichiatrici giudiziari. “Il personale degli Opg – sostiene Montesano – andrebbe premiato per il contesto in cui opera”.

L’Osapp, intanto, come sottolinea il segretario nazionale, continuerà a “denunciare i problemi, questo stato di malessere e la disorganizzazione del sistema alle autorità competenti”.

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