Aversa

Carenza di infermieri, ancora allarme al “Moscati”

 Aversa. Pronto soccorso del ‘Moscati’, ancora allarme. Questa volta, però, non è la sicurezza ad essere messa in discussione, ma l’altra piaga del reparto topico dell’ospedale di Aversa: la carenza, praticamente cronica, di personale, nel caso specifico di personale infermieristico.

Praticamente, come carsicamente accade, la carenza di personale si fa strada tra malattie ordinarie, malattie dovute alle aggressioni di qualche settimana fa, permessi per legge 104 e contratti per comando scaduti e, ovviamente ferie (sebbene programmate per tempo).

Di conseguenza il caposala non riesce a coprire le voragini che si aprono nei vari turni con l’aggravante che dalla direzione e dall’ufficio infermieristico, come fanno notare dalla trincea rappresentata dal pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati, non giunge alcun aiuto. L’unico atto che si è registrato la revoca di un giorno di ferie a infermieri che lo avevano programmato con un mese di anticipo.

Come accade in questi frangenti si registrano casi di addetti ai lavori che, ovviamente, non possono staccare dal servizio alla fine dei propri turni perché non arriva il cambio. «Non riusciamo a capire fino a quando si riuscirà ad andare avanti in questa situazione» affermano gli infermieri del Moscati che, per forza di cosa, devono rimanere anonimi per non incappare nelle conseguenze di un ordine di servizio di qualche anno fa che punisce i dipendenti che rilasciano dichiarazioni non autorizzate a meno che non si tratti di sindacalisti.

«Il nostro lavoro – continuano – sta diventando di quelli usuranti. Al di là del problema sicurezza, legato alle aggressioni, che, comunque, permane, ancora una volta sappiamo quando entriamo in servizio, ma non sappiamo quando smonteremo. La situazione personale di ognuno di noi è più grave di quanto possa sembrare. Nessuno tiene conto, infatti, del fatto che molti di noi hanno una vita all’esterno, con compiti familiari quali accudire dei minori che se siamo assenti debbono trovare una sistemazione diversa e non sempre è facile. Più che dire basta, noi diciamo: aiuto».

Una situazione che non viene negata dalla dirigenza dell’Asl di Caserta che, con il direttore sanitario Gaetano Danzi, afferma: «Per questo tipo di problema, per far fronte ad una carenza che si registra puntualmente in questi giorni di ferie dovute a ponti, così come sarà anche in estate quando il personale dovrà usufruire di almeno quindici giorni di ferie, abbiamo per tempo preparato un progetto obiettivo, dato che il problema esiste in particolare per Aversa e Sessa Aurunca».

Nel caso specifico della città normanna, Danzi afferma: «L’Asl ha chiesto agli infermieri dei distretti di Aversa e limitrofi di aderire dando la propria disponibilità a turni in straordinaria con finanziamento dei costi attraverso un fondo messo a disposizione dal direttore generale della stessa Asl. A questo bando interno aderito molti infermieri e con esso si sta tentando di sopperire ai disagi».

Un disegno che, secondo quanto raccolto presso il Moscati, sarebbe stato ostacolato non poco da uno dei sindacati più rappresentativo presso l’Asl e ad Aversa in particolare. Di conseguenza dai circa settanta infermieri che avevano dato la propria disponibilità ad effettuare ore di straordinario, quasi tutti stanno inviando lettera di ritiro dell’adesione al progetto. Ora, considerato il blocco del turn over bloccato, si sta tentando di recuperare personale con un bando di lavoro interinale per otto unità infermieristiche. Un escamotage per cercare di continuare ad assicurare il servizio.

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