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Architettura, Arte e Design: seminario al Liceo “Quercia”

 Marcianise. Nell’ambito del ciclo di incontri sul rapporto tra “Architettura_Arte_Design”, il Liceo Scientifico e Classico di Marcianise “Federico Quercia” terrà un seminario di studio dal titolo “Oggetto Progetto”, in programma per lunedì 7 Aprile (ore 11.15), nell’aula magna.

L’iniziativa, patrocinata dall’Ordine degli Architetti PPC di Caserta, e organizzata da Ufficio di Presidenza e Funzione Strumentale “Rapporti col territorio”, e dal Dipartimento di Disegno e Storia dell’Arte, tende a evidenziare il legame che intercorre tra le arti figurative, a prescindere dal linguaggio espressivo e dall’ambito di appartenenza, superando, di fatto, ogni cesura concettuale.

All’incontro, i cui lavori saranno introdotti dal prof. Diamante Marotta, dirigente scolastico dell’istituto, e moderati dal prof. Giancarlo Pignataro, in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Caserta, interverranno Elviro Di Meo, architetto e jewellery designer, ed Enzo Battarra, critico d’arte e profondo conoscitore dei fenomeni artistici in Terra di Lavoro. Di Meo illustrerà, attraverso schizzi di progetto e opere realizzate – alcune esposte in mostra – la produzione artistica iniziata e sviluppata insieme all’architetto Antonio Rossetti, docente di “Progettazione Architettonica” all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

La produzione dei due autori individua nel gioiello contemporaneo il protagonista di un percorso lineare e coerente. Un percorso che attinge dal contesto architettonico, frammentandolo, i segni della sua evoluzione che si manifesta attraverso opere che, a una lettura più attenta, non possono definirsi solo come prodotti di design.

Gli studenti del liceo “Quercia” sotto la guida sapiente di Battarra che fornirà elementi concreti per una lettura consapevole del prodotto creativo, saranno protagonisti dell’attuale dibattito sul confronto dialettico tra l’architettura, progettata e realizzata in grande scala – contaminata da altre espressioni artistiche – e la sua rielaborazione, decontestualizzata, che genera i nuovi manufatti della contemporaneità, senza mai oltrepassare il confine che è alla base del fenomeno di standardizzazione tipica dell’industrial design.

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