Caserta

“Omofobia o Eterofobia?”, il libro di Gianfranco Amato

 Caserta. Sabato 12 aprile alle ore 18, nella sala biblioteca del seminario vescovile, verrà presentato il libro “Omofobia o Eterofobia?” dell’avvocato Gianfranco Amato, presidente nazionale dei Giuristi per la Vita.

Il libro, beneficia della prefazione del vescovo di Ferrara-Comacchio, Luigi Negri, e dell’introduzione di don Gabriele Mangiarotti, direttore del Sito “Culturacattolica.it”. Interverranno inoltre il vicario generale della Diocesi di Caserta, Antonio Pasquariello, l’avvocato Giovanni Formicola, esponente di spicco di Alleanza Cattolica, mentre modererà i lavori il dottor Domenico Fiorinelli, presidente della Consulta delle aggregazioni laicali della Diocesi casertana.

La presentazione del libro, è stata promossa da Alleanza Cattolica, dall’Oasi Mariana Betania, dai Giuristi per la Vita, con l’adesione entusiasta di svariate realtà associative, religiose e non, tra cui l’Azione Cattolica diocesana, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, Avvocatura in Missione, Hirta Caserta, Centro Italiano Femminile.

Il libro è una ricostruzione chiara, documentata e al contempo sconcertante di quanto le lobby anti-famiglia stanno ponendo in essere mediante il tentativo di introdurre nell’ordinamento penale italiano il delitto di “omofobia, Si tratta di un anticostituzionale reato di opinione.

Il pretesto di tale disegno di legge è quello – oramai sbugiardato – di prevenire discriminazioni verso persone con orientamento omosessuale, in realtà già tutelate dal codice penale e dall’ordinamento in genere contro ogni forma di ingiusta discriminazione.

La verità, come emerge con solare chiarezza dal libro di Gianfranco Amato, è che la nuova figura criminosa servirà a colpire i cittadini che oseranno anche solo esprimere la propria contrarietà ai matrimoni e alle adozioni omosessuali. Rischia di andare in galera chi si dichiarerà fedele all’insegnamento biblico, secondo cui l’atto omosessuale è una “grave depravazione” per usare il linguaggio del Libro della Genesi o, per menzionare il Catechismo della Chiesa Cattolica, chi dirà, che il rapporto omosessuale è “intrinsecamente disordinato” e che in nessun caso può essere approvato.

L’introduzione di tale fattispecie penale sarà il cavallo di troia per zittire anche tutti coloro che tenteranno di opporsi all’indottrinamento della assurda e devastante ideologia “gender”a livello di pubblica istruzione. Si sta già introducendo in talune scuole una serie di iniziative e programmi, a dir poco devianti – solitamente spacciati come progetti anti-bullismo o antidiscriminazione -per le giovani generazioni e la sola critica ai contenuti degli stessi tra non molto potrebbe configurarsi come reato.

E’ evidente che le potenti lobby che stanno spingendo in tale direzione tentano di infliggere alla libertà di pensiero e a quella religiosa, un colpo letale, finalizzato a diffondere la cultura omosessualista e introdurre poi con maggiore facilità, come accaduto in Francia, sotto la minaccia del carcere, i matrimoni e le adozioni omosex.

Ne consegue poi per riflesso, un più agevole, pervasivo e radicale sconvolgimento del ruolo della famiglia e della sua potestà educativa, che oscuri apparati burocratici stanno tentando giorno dopo giorno di ridurre, per creare dei futuri cittadini allineati alla cultura gender e in ogni caso fragili e sprovvisti di quel fondamentale punto di riferimento che è la famiglia.

Stiamo con gioia constatando tuttavia in questi ultimi mesi che tanti cittadini, credenti e non o anche appartenenti ad altre confessioni religiose, stanno prendendo coscienza di tutto ciò. Ci infonde ulteriore coraggio poi il lucidissimo e impavido monito lanciato dal Presidente della Cei Card. Angelo Bagnasco il 24 marzo scorso nel corso della sua oramai famosa prolusione. A proposito della cultura “gender”.

Il Presule ha parlato di vera e propria “dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto, fino a trattare l’identità dell’uomo e donna come pure astrazioni. Viene da chiedersi con amarezza se si vuol fare della scuola dei campi di rieducazione, di indottrinamento. Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati ?…I genitori non si facciano intimidire, hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che tenga”.

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