Campania

Napoli, messa in suffragio di Mussolini

 Napoli. Nessun imbarazzo e nessun problema politico. Quest’anno alla messa in suffragio di Benito Mussolini a Napoli c’erano anche due candidati alle prossime europee di maggio: il presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone, e il presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, entrambi di Fratelli d’Italia.

Ricordare con una messa Benito Mussolini a 69 anni dalla sua morte a Napoli, nella chiesa in piazza Trieste e Trento: anche quest’anno il Comitato dei reduci combattenti della Repubblica sociale si è riunito per commemorarlo. Accanto a loro tra i banchi della chiesa, politici e simpatizzanti, molti giovani. Ad ascoltare la liturgia, c’erano anche i due candidati alle prossime Europee, rappresentanti di Fratelli d’Italia.

Per il presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone “il fascismo appartiene alla storia così come il comunismo”. “Fdi, è un partito che guarda al futuro, al recupero di un ruolo della sovranità nazionale e alla costruzione di una nuova Europa che sia dei popoli in cui le identità concorrono e non configgono – dice – Non perdiamo la coscienza e il coraggio di dire che in Italia non si è consumato appieno un giudizio storico e politico, ma soltanto una guerra di carattere ideologico”.

L’altro è Luigi Rispoli, presidente del Consiglio provinciale di Napoli, e anche per lui non vi è alcun contrasto tra il fascismo e i presupposti alla base dell’Unione Europea. “Anche allora si pensava a un’Europa dei popoli per contrapporsi ai blocchi sovietico e americano – afferma – quella di oggi è un’Europa che non sarebbe piaciuta non solo ad Almirante ma nemmeno a De Gasperi o Schopenhauer”.

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Ad ogni modo, precisa che la messa non è solo per Mussolini, ma “per tutti i caduti di quella guerra”. I valori di allora, quelli fascisti, “non si cancellano ed esistono ancora e camminano sulle gambe di tanti uomini” nonostante “i partiti siano lontani dalle ideologie”.

Nessun imbarazzo nemmeno da parte di Marco Nonno, vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli, che mette subito in chiaro di “essere presente solo in forma privata e non in veste istituzionale”. “Il mio passato e il mio presente politici coincidono – dice – non ho mai rinnegato niente”.

Nell’omelia, il parroco Luca Silvestri parla di Mussolini come “uomo di speranza che ha aiutato la vita degli altri uomini”. “Per lui – ricorda dal pulpito – governare era avere una visione dei bisogni di tutta la Nazione. Se riusciamo a fare nostra questa visione, si può costruire una società orientata all’amore di Dio e al servizio del prossimo”. Finita la messa, padre Silvestri spiega di “aver celebrato una messa solo per commemorare un defunto, come faccio per tutti i defunti”. “Il mio non è un giudizio sull’uomo politico – conclude – ma su un figlio di Dio”.

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