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Il pentito Pirozzi: “Cosentino espressione politica del clan”

Giuliano Pirozzi Caserta. “Non esisteva una gara senza tangente”. Lo dice il pentito Giuliano Pirozzi lo scorso giugno, nel corso di una inchiesta sulla gestione degli appalti della sanità nel casertano.

Indagini sull’ospedale San Sebastiano di Caserta, dove l’ex parlamentare Nicola Cosentino – secondo Pirozzi – avrebbe provato ad inserire i propri uomini di fiducia, dopo aver perso la corsa alle regionali del 2010.

Legato agli ambienti politici e criminali di Giugliano, Pirozzi sostiene di conoscere esponenti dell’entourage di Cosentino, al punto che le sue dichiarazioni sono state depositate dinanzi al Tribunale del Riesame.

Pirozzi spiega ai magistrati: “Nicola Cosentino era l’espressione politica del clan dei casalesi ed aveva vari referenti del clan in tutta la provincia di Caserta, che si impegnava di far eleggere lui o chi da lui segnalato nelle varie competizioni elettorali”.

Una versione da sempre respinta dall’ex sottosegretario all’Economia (difeso dai penalisti Agostino De Caro e Stefano Montone), che ricorda di essere stato sconfitto nella corsa alle elezioni provinciali del 2005, proprio in provincia di Caserta.

Ma Pirozzi insiste, facendo riferimento a presunte trame ed equilibri politici: “La stessa indicazione su Cosentino mi proveniva da tutto il gruppo di Giggino Cesaro“.

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