Aversa

Infermiera picchiata al Moscati, arrestato l’aggressore

 Aversa. Arresti domiciliari per l’energumeno che nei giorni scorsi ha aggredito un’infermiera presso il pronto soccorso dell’ospedale ‘San Giuseppe Moscati’ di Aversa …

… e provvedimenti disciplinari nei confronti del vigilantes che nella stessa circostanza si era limitato ad osservare quanto stava avvenendo nei locali del nosocomio normanno, sotto i suoi occhi, senza attivarsi.

Sarebbero queste le due novità in merito a quello che è stata la ‘notte orribile’ tra giovedì e venerdì scorso, quando, oltre a registrare l’aggressione selvaggia, come testimoniano le immagini dell’impianto di videosorveglianza, ad un’inerme infermiere che si era limitata ad invitare il paziente (affetto da vomito e nausea) ad attendere il turno assegnato dal triage, si sono avute anche altre tre aggressioni, verbali, ad altrettanti addetti al pronto soccorso dell’ospedale aversano.

Per l’uomo, proveniente dal rione napoletano di Scampia, l’accusa sarebbe non solo di violenza privata, ma anche di interruzione di pubblico servizio. L’assalitore era scappato quando era stato preannunziato l’arrivo delle forze dell’ordine, ma era già stato identificato all’atto del suo arrivo in ospedale e inchiodato dalle telecamere di videosorveglianza. Quelle stesse telecamere che hanno rappresentato anche un atto di accusa nei confronti della guardai giurata impegnata presso il pronto soccorso. Immediatamente dopo l’aggressione, era stata la stessa vittima a denunziare il mancato intervento della vigilanza armata. La conferma dai fotogrammi, tanto da indurre la sua azienda ad emettere nei suoi confronti un più che probabile provvedimento disciplinare per negligenza.

Il pronto soccorso dell’ospedale di Aversa non è nuovo ad episodi del genere che si ripetono ciclicamente nel corso dell’anno, mettendo sotto stress continuo il personale sia medico che infermieristico. Non è un caso, infatti, che questo reparto del ‘Moscati’ sia il meno ambito dagli addetti ai lavori, tanto che i dirigenti dell’Asl devono sudare le proverbiali sette camicie per assicurare un organico sufficiente a far fronte al carico di lavoro annuo, secondo solo al Cardarelli di Napoli su base regionale.

 Tatavitto: “Da anni chiediamo riapertura posto di polizia”. “Sono anni che chiediamo ai vari prefetti che si sono succeduti la riapertura del drappello di polizia presso il pronto soccorso del ‘Moscati’. Ci sono state tante riunioni, anche alcuni sopralluoghi, ma, alla fine, la carenza di organico e la spending review ci hanno regalato solo consigli, indicazioni”. A parlare, quasi all’unisono, il direttore sanitario dell’Asl Caserta Gaetano Danzi e quello del nosocomio aversano Giuseppe Tatavitto (nella foto) che sottolineano come, alla fine “siamo stati invitati a installare la videosorveglianza e ad aumentare la vigilanza armata diurna, cosa che abbiamo fatto”. Avete sottolineato la peculiarità del bacino di utenza aversano? “Certamente, – risponde Tatavitto – al sovraccarico di prestazioni si aggiunge che i pazienti giungono non solo dall’Agro Aversano, ma anche dall’hinterland napoletano, tutti posti che non sono certamente Oxford e Cambridge. Il ‘Moscati’ è un ospedale di primo impatto e qualcuno dovrà anche rendersene conto”.

Stabile (Fials): “Un ospedale di frontiera”. “Il ‘Moscati’ di Aversa è un ospedale di frontiera, dove convergono pazienti da un territorio che ha delle peculiarità innegabili e di questo non si può non tener conto a livello di istituzioni”. A parlare Salvatore Stabile, nella sua duplice veste di responsabile nazionale della Fials (Federazione Italiana Autonoma Lavoratori della Sanità) e di aversano, quindi di conoscitore diretto della situazione. “Più volte – continua Stabile – è stato detto che nemmeno i grandi ospedali napoletani, ad eccezione del Cardarelli, hanno il drappello di polizia. Ma, guarda caso, il pronto soccorso del Moscati è quello che eroga a livello regionale il più alto numero di prestazioni proprio dopo il Cardarelli, per cui qualcosa va fatto per l’incolumità dei colleghi che quotidianamente prestano la loro opera”. Quali azioni porrete in essere per garantire maggiore sicurezza a quanti operano al pronto soccorso? “Continueremo a chiedere la presenza di forze dell’ordine a prefetto e questore. Non vorremmo che la situazione precipitasse”.

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