Napoli Prov.

Anziano rischia di morire per mancanza di autoambulanze

 Aversa. Grazie ai medici e alle medicine la vita media si è allungata così tanto che oltre un terzo della popolazione va ben oltre i 65 anni di età diventando un peso per l’erario nazionale. Da qui la necessità, per lo Stato, di effettuare tagli alla spesa sanitaria dimenticando il dettato costituzionale che garantisce il diritto alla salute.

Così negli ospedali mancanoposti letto, non si assume personale per sostituire quello andato in pensione, non si acquistano, o quasi, attrezzature essenziali una spending review che colpisce persino le autoambulanze. Accade così che un uomo ultrasettantenne accasciato su una panchina, collocata sul marciapiede di una centralissima strada cittadina, in evidente stato di shock come verificato da un medico di passaggio, affetto da diabete e con precedenti di infarto (come riferito dal figlio, ndr), rischia di morire per mancanza di soccorsi.

È successo ieri mattina in via Raffaello dove l’uomo, in evidente difficoltà, è stato soccorso da due anziani passanti che, avendone constatato la mancata risposta ad ogni tipo di stimolazione, hanno telefonato al 118, erano da poco suonate le ore 11, ottenendo alle loro pressanti sollecitazioni come risposta “non vi sono ambulanze disponibili, accompagnate voi questo signore al pronto soccorso con una automobile”.

Facile a dirsi ma difficile a farsi dal momento che i due non avevano l’automobile, così come non l’aveva il medico di passaggio che, dopo aver segnalato lo stato di incoscienza dell’anziano all’operatrice telefonica del centro di coordinamento del 118, ottenendo conferma della mancanza di autoambulanze, per ridurre i tempi di attesa per una situazione di apparente pericolo, ha chiesto soccorso al 113.

Erano le ore 11 e 50 quando, per caso, è passato per quella strada il figlio dell’anziano che ha provveduto ad accompagnare il genitore al pronto soccorso mentre la crisi, per evidente intervento divino, cominciava a rientrare.

Per senso civico uno degli anziani ha richiamato il centro operativo del 118 avvertendo che l’intervento di soccorso era stato effettuato autonomamente cosicché non era più necessario inviare una autoambulanza che del resto non era ancora sul posto proprio come non c’era alcun auto del 113. Erano le ore 12 e se quel poveretto accasciato sulla panchina fosse stato colpito da un infarto, forse, non ci sarebbe stato più niente da fare.

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