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Adele ha bisogno di un volo di Stato, ma la burocrazia rischia di farla morire

Adele IavazzoAversa. Novità, purtroppo negative, per Adele Iavazzo, l’aversana affetta dalla Mcs (sensibilità chimica multipla) che sarebbe dovuta partire per Dallas.

Un viaggio per sottoporsi a cure speciali. Donato Liotto, presidente dell’associazione “New Dreams” di Aversa, che ha promosso una serie di iniziative a favore di Adele, tra cui un convegno scientifico e una racconta fondi, si è incontrato con il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, per ottenere la disponibilità di un aereo di Stato e consentire ad Adele di sopperire in gran parte ai costi e avere un’assistenza idonea per il viaggio, date le sue particolari condizioni fisiche.

A questo si aggiungono appelli e lettere inviate a diverse istituzioni. Tra queste la Prefettura di Caserta. La risposta è stata che gli aerei possono esser messi a disposizione solo per Paesi facenti parte dell’area mediterranea in virtù della recente direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2011. Un altro appello è stato fatto alla Croce Rossa Italiana, al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Al momento è giunta solo la risposta dalla Croce Rossa Italiana nella persona del suo presidente nazionale Francesco Rocca, il quale ha precisato che non è di loro competenza e che, anche loro, come Cri, per questi casi gravi ed urgenti fanno riferimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che, per le emergenze si rivolgono all’Ufficio dei voli di Stato umanitari. Rocca ha dato la sua disponibilità a sostenere Adele per ciò che rientra nelle proprie competenze. Le lettere inviate dal vescovo a tutte le Istituzioni hanno visto anche l’adesione e il sostegno del sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco, che proprio venerdì mattina ha incontrato Caldoro per un convegno all’Auditorium “Caianiello”.

Intanto, Adele lancia il suo grido di aiuto:“Ringrazio il nostro vescovo Spinillo e Donato Liotto per il loro encomiabile impegno nel continuare a sostenermi e a tenere accesa la luce della speranza. Senza dimenticare tutti quelli che mi hanno sostenuto e continuano a farlo. Chi conosce la patologia Mcs sa benissimo che un ammalato come me non può viaggiare su un aereo di linea normale assieme ad altri passeggeri, specie per un viaggio così lungo, cosa impossibile da affrontare dato le mie attuali condizioni di salute. Il mio stato fisico, in questi lunghi mesi, è peggiorato e la malattia, per ora, è l’unica ad avanzare e mi sta consumando, a causa dalle carenze alimentari. Io sono disperata! Continuo a dire a chi mi è vicino che non voglio morire! Ecco, le Istituzioni e la burocrazia, sono loro i colpevoli e mi stanno togliendo la speranza. Anche se i miei giorni sono difficili non riusciranno, fino al mio ultimo respiro, a togliermi la voglia di vivere. Ed è per questo che ancora sono qui a chiedere aiuto e a fare appello a chi può darmi una mano. Non so in che modo, o sotto quale forma, gli unici a poter fare qualcosa di immediato sono i rappresentanti delle Istituzioni. Quelli dei ‘piani alti’ ai quali, ancora una volta faccio appello. Vi prego, aiutatemi. Non è giusto che io debba morire così sola come un verme tra queste quattro mura”.

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