Trentola Ducenta

Violenza sulle donne, convegno nella Biblioteca Comunale

 Trentola Ducenta. “Incontro a più voci” questo il titolo del convegno – dibattito organizzato da Cittadinanza Attiva con il patrocinio della Città di Trentola Ducenta per sabato 8 marzo, alle ore 17, nella biblioteca comunale.

“Il Pensiero, la Libertà, il Coraggio e la Sofferenza” saranno i temi affrontati nel corso dell’incontro che vedrà la partecipazione di esperti del settore che illustreranno quali sono gli strumenti a disposizione delle donne vittime di atti di violenza, intesa nelle sue più svariate forme.

Il dibattito, aperto anche al contributo delle persone presenti, verterà principalmente su come affrontare le difficoltà che inevitabilmente si pongono davanti alla persona che subisce la violenza, difficoltà non solo nell’individuare le istituzioni preposte a cui rivolgersi ma principalmente nel superare la reticenza ad aprirsi ed a raccontare la propria storia e la propria sofferenza. Nel corso dell’incontro saranno proiettati alcuni cortometraggi incentrati sulla violenza sulle donne realizzati dagli alunni del Liceo Scientifico di Trentola Ducenta, per analizzare le diverse forme di violenza e per capire come si può uscire dalla spirale della violenza nella quale una donna può cadere e rimanere se non trova un valido supporto che l’aiuti nel difficile cammino di denuncia e di reazione.

Un altro cortometraggio, proposto da Cittadinanza Attiva, riguarderà una tipologia di violenza “subdola”, quindi, non quella fisica fatta di aggressioni, di offese, di liti e di pestaggi, ma quella posta in essere con comportamenti, omissioni e provocazioni, assoggettamenti e sottomissioni.

Scopo dell’incontro, cui ha assicurato la sua presenza il sindaco Griffo, è, oltre a voler rendere nota la presenza e la disponibilità dei volontari di Cittadinanza Attiva a sostenere ed a coadiuvare le persone vittime di violenza, quello di fornire una serie di informazioni circa le strutture e gli strumenti che l’Ambito, l’Asl e il Territorio offrono a chi è oggetto di comportamenti violenti, intesi nel senso più ampio del termine, naturalmente tutto ciò garantendo il massimo rispetto della privacy, condizione essenziale per far sì che una persona possa “rivelare” la sua condizione. Già è difficile, infatti, aprirsi e raccontare la propria storia, ancor di più lo è farlo al cospetto di ‘estranei’ ed in un luogo pubblico, per cui è essenziale la riservatezza.

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