Sant’Arpino

Mensa, la ditta Quadrelle 2001 risponde a Capone

 Sant’Arpino. La ditta “Quadrelle 2011”, che gestisce attualmente il servizio mensa scolastica a Sant’Arpino, risponde alle accuse lanciate dal consigliere di minoranza Francesco Capone.

“Capone, – si legge nelle nota inviata dalla ditta Quadrelle e firmata dal ragionier Balestrieri – in cerca di fantascientifici scoop e con l’unico scopo di fare bassa politica, per nulla si è preoccupato di verificare l’attendibilità delle notizie e la fonte delle stesse.

Ma andiamo per ordine. Il consigliere Capone sostiene che la nostra ditta non abbia centri di cottura di proprietà e che addirittura sia stata ordinata la chiusura dell’attività da parte delle autorità competenti. Allora ci chiediamo.. è stata verificata tale notizia? Evidentemente no. E, infatti, se da un lato è inconfutabile che la scrivente in data 14 febbraio 2014 ha ricevuto un’ordinanza di chiusura da parte del comune di Orta di Atella, inerente il proprio centro di cottura sito alla ex Via Astragata, per presunta mancanza di agibilità, è altrettanto vero che tale provvedimento è stato assolutamente illegittimo, e questa illegittimità è stata ribadita anche dal Tar Campania-Napoli con un’ordinanza del 14 marzo 2014 che ha sospeso l’ordinanza comunale.

Sul punto che poi la Quadrelle non avrebbe alcun centro di cottura, informiamo il consigliere Capone che, oltre a quello di Orta di Atella, attualmente l’azienda ne gestisce ben 14 in altrettanti Comuni: 2 nella provincia di Caserta (compreso Sant’Arpino), 1 in provincia di Benevento, 4 in provincia di Napoli, 5 in provincia di Potenza.

Quanto poi al fatto che sia stata segnalata la pessima qualità del cibo, il crescendo delle presenza è un dato di fatto che parla da sé. Oltre ai questionari fatti compilare dal personale docente che testimoniano un’alta gradibilità dei pasti e oltre a quanto testimoniato dall’Asl che, un giorno si e l’altro pure, effettua controlli a garanzia e tutela dei piccoli utenti! Veniamo alle fonti di informazione e alla attendibilità della società che si sta ergendo a paladino della giustizia.

Il consigliere Capone, accecato dalla fame di facile pubblicità politica, per nulla si è interessato di conoscere i propri interlocutori. In particolare, Capone parla di scarsa igienicità della cucina comunale sita nella scuola Cinquegrana. Su questa notizia si invita caldamente il consigliere Capone ad una riflessione. La cucina è attiva dal 2007 e in questi 7 anni vi sono stati oltre 60 controlli Asl, diversi controlli Nas, e continui controlli delle amministrazioni e dei comitati genitori.

Consigliere Capone,sinceramente ci dispiace constatare che persone che, come Lei, si ergono a garanti della trasparenza e della legalità, si facciano portavoce di persone che hanno subito arresti e detenzioni per associazioni mafiose di clan camorristici dei casalesi (riportato su tutti i media!). Creda, non ci fa una bella figura. Non fa una bella figura gettando fango su una società tra i cui soci si annovera un ufficiale in congedo nell’Arma dei Carabinieri. Non fa una bella figura nei confronti di quasi 200 dipendenti di un’azienda che fa del lavoro onesto il proprio pane quotidiano. E non fa una bella figura nei confronti dei genitori allarmati dall’infamante fango della vergogna che ha gettato sul nostro lavoro.

Venga nelle nostre cucine, assaggi i nostri prodotti e veda come le pietanze sono gradite dai piccoli utenti. E non tema di dire la verità, faccia un vero tuffo nella Trasparenza e nella Legalità (quelle con le iniziali maiuscole, non quelle dipinte e falsificate!) Mostri coraggio, consigliere Capone, e torni sui suoi passi. Riacquisterà quella credibilità a cui dice di tenere. La aspettiamo”.

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