Sant’Arpino

Atleti atellani alla maratona di Roma

 Sant’Arpino. C’era anche un po’ della terra atellana alla20esima edizione della Maratona di Roma, una delle più importanti in Europa, che si è disputata domenica scorsa.

Tra gli oltre 19 mila maratoneti, in rappresentanza di 123 Paesi, figuravano anche alcuni atleti della società “A.S.D. Atellana Runner” che ha sede ad Orta di Atella ma aggrega sportivi di Sant’Arpino, Succivo e Gricignano di Aversa.

La gara si è sviluppata lungo un percorso di 42,195 chilometri, attraversando le strade più belle e i luoghi più emblematici della Città Eterna. Ai nastri di partenza, in via dei Fori Imperiali, a ridosso del Colosseo, nell’esercito dei 20 mila – con pettorina e giubbettini catarifrangenti – c’erano anche Domenico Ciuonzo da Sant’Arpino, Raffaele Mozzillo da Orta di Atella e Salvatore Petrillo da Succivo. Dopo aver attraversato la storia, toccando luoghi meravigliosi quali le piazze Venezia, di Spagna, S.Pietro, del Popolo, il Lungotevere, il Circo Massimo e Via Nazionale, al traguardo sono arrivati circa 14mila maratoneti tra i quali i tre atellani che con un tempo inferiore alle quattro ore si sono piazzai tra i primi seimila che hanno terminato la maratona vinta dall’etiope Shume Hailu Legese.

“E’ stata una emozione unica vissuta in un contesto mondiale”. Dichiara entusiasta Domenico Ciuonzo (nella foto insieme a Giuseppe Liguori) che aggiunge: “Un bellissimo evento sportivo, un momento di gioia, una giornata di festa e colori che vale la pena di essere vissuta. La nostra passione, l’amore per lo sport, è stato degnamente ripagato da questo contesto di grande bellezza. Per un anno intero, tra mille ostacoli e insidie varie, ci alleniamo con il sogno di prendere parte a occasioni come quella vissuta nella nostra Capitale. Chiaramente la nostra corsa non si ferma qui, nei nostri programmi ci sono tantissimi altri appuntamenti cui prenderemo parte ma in cima ai nostri sogni ci sono due eventi particolarissimi: le maratone di Firenze e New York alle quale non faremo mancare i colori e il calore della terra atellana”.

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