Italia

Sottosegretari, Gentile si dimette e “salva” Renzi

 Roma. Si “arrende” Antonio Gentile, il senatore del Nuovo Centrodestra nominato, tra le polemiche, sottosegretario alle Infrastrutture e Traporti del nuovo governo Renzi.

Il politico calabrese è finito al centro di una vicenda riguardante la mancata uscita, una decina di giorni fa, del quotidiano L’Ora della Calabria. Mancata uscita che, secondo il direttore del quotidiano, era finalizzata ad impedire la pubblicazione di un’inchiesta sul figlio del senatore. Buona parte del Pd, Sel e il Movimento 5 Stelle hanno chiesto le sue dimissioni, giunte lunedì sera. “Una decisione sofferta”, frutto di “una riflessione amara”, quella che Gentile ha comunicato in una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al premier Matteo Renzi e al leader del suo, Angelino Alfano.

Da parte sua, Renzi avrebbe detto ai suoi fedelissimi di rispettare e apprezzare una scelta che resta, ad ogni modo, di Ncd. Scelta che ha tolto le castagne dal fuoco al suo governo, ricucendo i rapporti nella maggioranza proprio mentre il nodo della legge elettorale “Italicum” sta per sciogliersi. “Gentile ha rassegnato le proprie dimissioni da sottosegretario senza che alcuna comunicazione giudiziaria lo abbia raggiunto. Per noi viene prima l’Italia”, è stato il commento di Alfano.

Inutile, a questo punto, il voto in Aula sulla mozione di sfiducia presentata da Sel e dal M5S, per la quale il Pd, tanto per cambiare, correva il rischio di presentarsi diviso. Intanto, la Procura di Cosenza conferma che Gentile non è indagato nell’inchiesta.

Quella dei sottosegretari, comunque, non è una polemica giunta al termine.Restano i casi dei democratici Francesca Barracciu, Vito De Filippo e Umberto Del Basso De Caro che risultano indagati nelle regioni di appartenenza. La prima, in particolare, è indagata per peculato nel caso delle “spese pazze” dei fondi ai gruppi regionali sardi. E, in questo caso, potrebbe essersi la “risposta” del Ncd con la richiesta di dimissioni.

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