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Al via “The Voice2”. J- Ax: “Il rap è importante”

 Parte il 12 marzo la seconda edizione di “The Voice” con tante novità e numerose sorprese per i concorrenti, aspiranti cantanti.

Dopo la prima parte di stagione dedicata alle ‘audizioni al buio’ dei coach Noemi, Piero Pelu’, Raffaella Carra’ e la novità J Ax, le puntate live andranno invece in onda tra maggio e giugno.

La novità più importante è rappresentata proprio dalla presenza in giuria dell’ex Articolo 31, che ha preso il posto di Riccardo Cocciante. Alla conduzione invece c’è federico Russo che sostituisce Fabio Traiano, affiancato dalla ‘V-reporter’ Valentina Correani con il compito di far partecipare il pubblico attraverso sito e social network. Il talent andrà, ancora una volta, in onda su Rai due, con 14 puntate durante le quali i coach cercheranno di trovare la nuova voce italiana da lanciare nel panorama musicale.

Lo show – realizzato dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano nello studio 2000 di via Mecenate – prevede una gara che fara’ sfoggio non solo di voci, ma anche di hit leggendarie e contemporanee suonate dal vivo da una band; cinque le puntate dedicate alle blind audition, due per le battle, altre due per permettere ai coach di rubarsi i talenti e, infine, 5 puntate live che partiranno da maggio.

Il direttore di Raidue, Angelo Teodoli, ricordando il risultato del 2013 fatto di oltre tre milioni di spettatori, ha sottolineato l’ingresso di J-Ax, spiegando che con lui “entra anche nuova sensibilita’, quella musica rap e hip hop – ha detto – che forse mancava. E’ un segno della dinamicita’ di questo programma. Russo e Correani, invece, sono testimoni importanti per quello che sara’ la trasmissione quest’anno, perche’ sara’ seguita da un po tutte le piattaforme con un progetto che include anche l’interazione con Radio2”.

Chiamato piu’ volte in causa, J-Ax ha voluto chiarire che il”rap è importante dagli anni ’90, solo che un certo tipo di tv e stampa non se n’erano accorti. Ora se ne sono accorti – ha aggiunto – ed è figo che per parlare di rap in tv abbiano chiamato me”. A Raffaella Carrà, invece, il compito di difendere lo show da una delle accuse della passata stagione, vale a dire quella che ha tacciato di “buonismo” l’atteggiamento dei coach: “Trovare le giuste parole per mandare a casa qualcuno – ha detto – non vuol dire essere buonisti, si tratta di buona educazione e sta bene ovunque”.

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