Esteri

Ucraina, Kerry vola a Parigi per incontrare Lavrov

 Washington. Cambio di programma last minute per John Kerry. Il segretario di Stato Usa, a Riad insieme al presidente Barack Obama, sulla via del ritorno a Washington ha approfittato della sosta per rifornimento del suo aereo personale a Shannon, in Irlanda, …

… per cambiare rotta e dirigersi a Parigi per incontrare il collega russo Serghei Lavrov, come concordato nel corso della telefonata tra Putin e Obama di venerdì 28 marzo. Gli occhi del mondo seguiranno con attenzione gli sviluppi di un colloquio che potrebbe essere determinante per la risoluzione della crisi tra la Russia e l’Occidente sull’Ucraina, e quindi allontanare lo spettro di un nuova ‘Guerra Fredda’.

Prove di disgelo, dunque, tra Usa e Russia come dimostrano anche le parole dello stesso Lavrov che ha assicurato che dopo l’annessione della Crimea, Mosca “non ha alcuna intenzione di varcare la frontiera con l’Ucraina”, come invece sostenuto dal Wall Street Journal.

Il capo della diplomazia russa, nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente televisiva statale Rossija 1, ha affermato che le divergenze con l’Occidente si stanno riducendo tuttavia, ha avvertito, “una sola cosa davvero ci preme”, e cioè che “l’impegno sia collettivo”, e “si ponga fine all’illegalità che alcuni Paesi occidentali stanno cercando di nascondere sotto al tappeto per dipingere la situazione a colori brillati, in modo che si assumano le proprie responsabilità”.

Intanto, l’Ucraina vive oggi una giornata cruciale: i tre partiti più importanti tengono i loro congressi per nominare il candidato alle presidenziali del 25 maggio. I termini scadono domenica 30. Largamente in testa nei sondaggi, finora, è comunque il candidato indipendente Piotr Poroshenko (25% delle preferenze), già ministro degli esteri e dello sviluppo economico.

Batkivshchyna (Patria) ha invece incoronato ufficialmente la sua leader Yulia Timoshenko, ma il partito resta diviso. Tra le file di Udar (Colpo) il nome del suo leader, l’ex campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko, ha rinunciato alla candidatura alle presidenziali.

Complicata la scelta per il partito (filorusso) delle Regioni, che deve riorganizzarsi dopo la deposizione del presidente Viktor Ianukovich e la fuga del premier Nikolai Azarov.

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