Esteri

Ucraina, il premier: “Sull’orlo del disastro”. Russia rischia esclusione da G8

 Kiev. La Russia “ci ha dichiarato guerra, siamo sull’orlo del disastro”. E’ l’appello lanciato dal premier ucraino Arseni Iatseniuk alla comunità internazionale.

La tensione è alle stelle dopo che il presidente russo Vladimir Putin si è detto pronto ad invadere il territorio. Quindici mila soldati sarebbero già stati inviati nella penisola. L’Ucraina si è vista costretta a mobilitare l’esercito e a chiamare i riservisti. La Nato replica chiedendo lo stop alle attività militari: “Quanto sta facendo la Russia – ha detto il segretario generale Anders Fogh Rasmussen – viola i principi della Carta Onu e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza in Europa”.

Condanna di Usa, Gb e Francia. “La Russia rischia l’esclusione dal G8” a causa delle manovre militari in Crimea contro l’Ucraina. E’ il pesante avvertimento del segretario di Stato Usa, John Kerry, mentre la Gran Bretagna e la Francia hanno deciso di “sospendere” la partecipazione alle riunioni preparatorie per il vertice del G8 in programma a giugno a Sochi, sul Mar Nero. Putin “non avrà il G8 a Sochi e potrebbe anche essere escluso” dal gruppo delle 8 principali potenze del pianeta se le azioni di Mosca continueranno.

Proteste a Mosca. Ma in Russia l’opinione pubblica si divide e a Mosca sfilano manifestazioni contrapposte. Gli oppositori all’invasione si sono dati appuntamento alle 13 ora locale (le 10 in Italia) davanti al Ministero della Difesa, a due passi dal Cremlino. I sostenitori, invece, 17 ora locale (le 14 in Italia) hanno marciato da piazza Pushkin a corso Sakharov: si tratta di organizzazioni patriottiche di giovani, studenti e veterani, compresa l’ala giovanile del partito putiniano Russia Unita. 50 persone sarebbero state arrestate durante le due manifestazioni secondo fonti della polizia; ma blogger e oppositori indicano un numero di fermi molto più alto: 285 persone.

L’esercito ucraino. Le forze armate ucraine sono le quinte d’Europa con più di 170mila effettivi, 70mila nell’esercito, 45mila nell’aeronautica e 15mila nella Marina, più 40mila dipendenti civili. Si tratta per il 60% di professionisti e il resto di leva anche se quest’ultima è in via di abolizione. Con il richiamo di tutti i riservisti, però, il bacino si estende a un altro milione di uomini, quelli che fanno parte della Riserva, più gli altri 14 milioni considerati arruolabili in quanto adulti under 40 in buone condizioni psicofische. L’Ucraina dispone di 4.100 carri armati, 400 aerei e 93 elicotteri da guerra, una fregata, sette corvette e un sottomarino mentre ha rinunciato al suo arsenale nucleare. In Crimea, Kiev dispone soltanto di una brigata di 3.500 soldati con artiglieria ed armamenti leggeri e di uno squadrone di caccia Su-27 schierati nell’aeroporto militare vicino a Belbek.

La crisi si riflette anche sui cambi. Il rublo crolla sullo sfondo dell’intervento militare russo di fatto già in atto in Crimea: già venerdì la divisa russa aveva toccato il record di 50 rubli contro l’euro, chiudendo la giornata a 49,6 (36,18 contro il dollaro). Ma oggi, all’indomani dell’autorizzazione del Senato all’invio di truppe in Ucraina, l’euro è cambiato in alcuni uffici della capitale già a 55 rubli e il dollaro a 40, secondo l’agenzia Rbk. Domani il vero banco di prova anche alla riapertura della Borsa.

“Imprenditori vendono azioni”. La starlette televisiva Ksenia Sobciak, diventata un’oppositrice di Putin, ha twittato che molti suoi amici imprenditori stanno vendendo le azioni delle società russe.

Vertice in Italia su crisi ucraina.A Palazzo Chigivertice tra il premier Matteo Renzi e i ministri di Difesa ed Esteri, Roberta Pinotti e Federica Mogherini sulla crisi ucraina. Dalla riunione emergerà la posizione italiana in vista del Consiglio Esteri straordinario di domani a Bruxelles, al quale parteciperà la titolare della Farnesina.

Appello del Papa.Al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, Papa Francesco auspica che “tutte le componenti del Paese si adoperino per superare incomprensioni e per costruire insieme il futuro della Nazione” e rivolge “un accorato appello alla comunità internazionale, affinché sostenga ogni iniziativa in favore del dialogo e della concordia”.

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