Cesa

Disservizio rifiuti, Romeo: “Problema tecnico”. Guida: “Pagamenti mancanti”

 Cesa. Risveglio brusco, questa mattina, per la cittadinanza cesana la cui gran parte ha ritrovato i rifiuti non raccolti.

Grave il disservizio causato considerato che, secondo il calendario della raccolta differenziata, il venerdì mattina viene raccolto il secco indifferenziato. “Si è trattato di un semplice problema tecnico della società Dhi, incaricata del servizio. – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giovan Battista Romeo – Il disservizio è totalmente dovuto ad una problematica non imputabile al comune ma bensì alla società, ma l’allarme è già rientrato poiché già sabato mattina le strade saranno ripulite dai rifiuti giacenti.

La Dhi ci ha assicurato che la raccolta sarà effettuata da due auto compattatori di cui uno provvederà alla raccolta del secco indifferenziato e l’altro dell’umido, previsto da calendario per il sabato. A sorvegliare la raccolta ci sarà un gruppo di osservatori ambientali volontari che vigileranno sulla differenziazione tra umido e secco indifferenziato. L’intento dell’amministrazione comunale – ha concluso Romeo – è quello di permettere una regolare raccolta dei rifiuti ed evitare qualsiasi disservizio alla cittadinanza”.

Diversa è la posizione del consigliere di opposizione Enzo Guida che in merito ha dichiarato: “La reale motivazione del disservizio della raccolta dei rifiuti è causato dalla mancanza di pagamenti da parte dell’ente comunale alla Dhi. Per tale motivo quella di stamattina è stata una presa di posizione per sollecitare il pagamento delle fatture insolute pari a circa 200mila euro.

E’ grave che i cittadini debbano subire questi disservizi – continua il consigliere comunale di opposizione Enzo Guida – questi stessi cittadini che hanno ricevuto la fattura della Tares. Ed è grave che questo disservizio si verifichi proprio dopo pochi giorni dalla pubblicazione del manifesto del sindaco Liguori che invitata i cittadini a collaborare per migliorare le percentuale di differenziata. A me pare che i cittadini mettono il loro impegno, pagando le tasse, ma che fine fanno questi soldi, visto che la società che svolge il servizio vanta un credito di più di 200 mila euro? Credo – conclude Guida – che su questo punto i cittadini-contribuenti meritino risposte”.

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