Napoli Prov.

“Oltre la Terra dei Fuochi” con i ministri Orlando e Martina

 Caserta. “Dalla Terra dei Fuochi alla Campania Felix”. E’ l’obiettivo di Legambiente che giovedì mattina, nella sede del Corpo Forestale dello Stato, a Castel Volturno, ha ospitato un seminario a cui hanno preso parte i ministri della Giustizia, Andrea Orlando, e delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

L’iniziativa dopo l’approvazione, da parte del governo, del cosiddetto “Decreto Terra dei Fuochi”, che ha introdotto il reato di combustione di rifiuti, e a pochi giorni dalla presentazione dei dati relativi ai siti inquinati nella zona tra Napoli e Caserta: 51 le aree individuate in 7 comuni (Acerra, Caivano, Giugliano e Nola per il Napoletano; Succivo, Villa Literno e Castel Volturno per il Casertano), solo il 2% del territorio finito sotto esame che comprende 57 Comuni.

Un dato che, da un lato, spazza via gli allarmismi dei mesi scorsi ma che dall’altro impone l’adozione di provvedimenti urgenti per indicare in quali zone non potranno essere coltivati prodotti da mettere in commercio. Provvedimenti che il ministro Martina ha assicurato.Dal punto di vista penale, il Guardasigilli Orlando ha auspicato l’approvazione, da parte del Senato, del decreto sui cosiddetti “ecoreati” già passato alla Camera.

All’appuntamento hanno partecipato numerose autorità, tra cui il procuratore antimafia Franco Roberti, il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo, il prefetto di Caserta Carmela Pagano, il commissario anti-roghi Donato Cafagna, il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo e quello di Aversa Nord Francesco Greco. Inoltre, l’assessore regionale all’Agricoltura Daniela Nugnes e quello all’Ambiente Giovanni Romano, il presidente regionale Legambiente Michele Buonomo, la direttrice nazionale Legambiente Rossella Muroni, il direttore di Libera Enrico Fontana, il comandante regionale del Corpo Forestale Vincenzo Stabile, il comandante provinciale Sergio Costa e Cesare Petrone, capo del Corpo Forestale dello Stato, rappresentanti di associazioni, il parroco don Maurizio Patriciello.

Durante l’incontro si è registrato un piccolo “blitz” di alcuni attivisti dei comitati anti-inceneritore dell’area a nord di Napoli che hanno contestato i due ministri del nuovo governo Renzi. “La discarica di Chiaiano è la vergogna dello Stato Italiano”, hanno detto, riferendosi all’inchiesta che ha portato a 17 arresti per infiltrazioni della camorra nella realizzazione del sito. Poi il richiamo al fatto che lo Stato non si è costituito parte civile nel processo contro il clan Bidognetti per disastro ambientale.

Intanto, Legambiente snocciola alcuni dati. In ventidue anni sono stati smaltiti nella Terra dei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta, oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Dal 1991 al 2013 sono state censite 82 inchieste per traffico di rifiuti, emesse 915 ordinanze di custodia cautelare e fatte 1.806 denunce coinvolgendo 443 aziende in gran parte del Centro e del Nord Italia. Dal gennaio 2012 all’agosto 2013 sono stati, inoltre, censiti 6.034 roghi di rifiuti e negli ultimi cinque anni si sono concentrati 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali, pari al 29,2% del totale nazionale, e oltre mille sequestri, il 10% di quelli effettuati in tutta Italia. Cinque le proposte che lancia Legambiente: rafforzare l’attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali di smaltimento rifiuti nell’aria campana; predisporre una specifica attività di mappatura dei siti inquinati e di campionamento dei prodotti; reistituire il Sin- sito di interesse nazionale – del litorale domitio flegreo e agro aversano; accelerare l’iter legislativo per introdurre i delitti contro l’ambiente nel codice penale; approvare la proposta direttiva dell’Unione europea per il reato di ecocidio.

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