Aversa

La Corte dei Conti “analizza” gli ultimi 30 anni di storia urbanistica

 Aversa. E’ la storia urbanistica degli ultimi trent’anni che la Corte dei Conti ha deciso di processare, dal punto di vista contabile.

Dopo l’arrivo delle fiamme gialle sulla casa comunale nella scorsa settimana, giorno dopo giorno, diventa sempre più chiaro l’ambito di interessamento della magistratura contabile che, ricordiamolo, se riscontrerà colpe, potrà condannare a risarcire le casse pubbliche amministratori e dipendenti comunali.

Amplissimo l’arco temporale toccato dall’ingente documentazione richiesta, per il cui reperimento gli uomini del maggiore Danilo Toma hanno concesso 20 giorni. Oltre agli interventi che hanno interessato l’ex area Actp con la oramai famigerata piazza Crispi, come già anticipato, le fiamme gialle hanno anche intenzione di passare al setaccio tutto quanto riguarda le costruzioni, soprattutto, private nelle periferie. Insomma, quella nuova Aversa nata con la realizzazione di centinaia e centinaia di abitazioni.

Sarebbero, infatti, stati richiesti: convenzioni, opere di urbanizzazione, planimetria generale e standard da cedere al Comune per le lottizzazioni che hanno interessato le seguenti zone della città: area delimitata dalla via dell’Archeologia-via Atellana-via Madonna dell’Olio, area delimitata da viale Olimpico-via Pastore-via Michelangelo, zona cimiteriale. Da sempre, infatti, si parla di standard che i privati avrebbero ceduto al comune solo sulla carta, per poi inglobarli nelle loro proprietà, traendone benefici soprattutto per creare aree verdi private o posti auto per i condomini.

Uno dei bubboni più grossi è quello relativo alla richiesta di un elenco degli immobili di proprietà del Comune, con il dettaglio dell’utilizzazione, dell’eventuale locazione e del reddito prodotto ed eventualmente dichiarato.

In questo caso la mente va ai 132 appartamenti di via San Lorenzo 72 – 76 che (salvo rare eccezioni) furono assegnati nel 1987, senza che siano mai stati percepiti fitti, con un credito che all’attualità ammonta ad oltre dieci milioni di euro. Un interrogativo dalla Corte dei Conti (era stato fatto anche da queste colonne qualche giorno fa) anche sull’inutilizzo della casa dello studente di via Filippo Saporito, oltre che alle opere e al computo metrico relativo per la realizzazione del palazzetto dello Sport di Aversa di via Salvo D’Acquisto, intitolato a Maria Teresa Jacazzi.

Sempre in tema di edifici pubblici, stessa richiesta per i lavori di trasformazione in centro culturale, intitolato all’aversano presidente della Corte Costituzionale Vincenzo Caianiello, dell’ex macello, e per la realizzazione di una nuova caserma della polizia municipale in sostituzione di quella in via San Lorenzo. I giudici contabili non hanno, poi, dimenticato richieste di documentazione per le transenne mobili e i dissuasori automatici installati in via Roma e in piazza Vittorio Emanuele.

Sotto la lente, poi, un’altra iniziativa che ha creato non poche polemiche in città negli ultimi mesi: l’iter procedurale di appalto per la fornitura delle divise agli agenti di polizia municipale, sia per la parte curata dall’attuale comandante Guarino che quella prodotta successivamente dal dirigente Diana. Non mancano, infine, chiarimenti su finanziamenti ricevuti per opere eseguite e/o da eseguire, le somme impiegate e quelle eventualmente non impiegate.

A sorprendere molti anche la richiesta di motivazioni in merito alla mancata realizzazione di opere ricomprese in un volume propagandistico distribuito dall’amministrazione Ciaramella nel 2007, a fine primo mandato, “La città che cambia”.

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