Aversa

Dissuasori mobili, Della Valle: “Quando c’ero io funzionavano”

 Aversa. Fiamme gialle al Comune di Aversa per prelevare atti ufficiali. A inviarli sarebbe stato il procuratore presso la Corte dei Conti di Napoli, Ferruccio Capalbo, per acquisire atti relativi alla realizzazione di numerose opere pubbliche dell’attuale e delle passate amministrazioni della città.

Sotto i riflettori sarebbero finite sia opere realizzate che da realizzare, per un totale di 13 interventi. Tra questi l’affitto di locali di via Nobel, utilizzati come archivio municipale, e l’acquisto e la messa in sede di dissuasori e fioriere mobili che essendo dal tempo fuori uso costringono la polizia municipale ad operare come transenne umane per controllare la ztl. Dispositivi voluti dal consigliere Gino della Valle, nella veste prima di consigliere delegato alla mobilità, poi di assessore al ramo. Proprio la presenza degli atti relativi a queste iniziative ha spinto il consigliere, eletto tra le fila del Pdl, a fare chiarezza sulla questione.

“Fioriere e pilomat furono installati in due momenti successivi.Il primo intervento fu nel 2006, il secondo nel 2009 e le apparecchiature hanno funzionato fino a tre anni fa”, esordisce l’ex assessore. “Il costo complessivo dell’opera, considerando l’acquisto e la messa in sede, fu di circa 140 mila euro”. “Per la precisione – continua Della Valle – nella prima fase acquistammo e facemmo mettere in sede le due fioriere di Porta Napoli e quella di via Garibaldi, il dissuasore di via Sanfelice, i due di via Giolitti e quello di via Magenta con una spesa di poco superiore a 100 mila euro. Nella seconda fase acquistammo e facemmo porre in sede i tre pliomat di via Roma angolo via Cavour spendendo 32-34 mila per l’intervento che includeva anche la manutenzione di quanto installato nella prima fase”. “Nell’ottica di rendere funzionale la zona a traffico limitato ed eliminare l’utilizzo degli uomini della polizia municipale come transenne umane abbiamo provveduto anche all’acquisto di una cinquantina di telecomandi da consegnare ai residenti che, avendo diritto a transitare in quelle zone, per poter accedere alle loro abitazioni, avrebbero potuto azionare i pilomat autonomamente”.

“Quei telecomandi – ricorda l’ex assessore – non sono mai stati consegnati agli aventi diritto e sono ancora, per quanto di mia conoscenza, conservati in qualche ufficio della caserma della polizia municipale”. “Naturalmente – precisa Della Valle – quella non fu una mia scelta ma del funzionario responsabile del settore che, all’epoca, era l’attuale comandante della polizia municipale”.

Fin qui le dichiarazioni del consigliere che ha ritenuto opportuno convocare appositamente una conferenza stampa allo scopo di fare chiarezza su eventuali dubbi potessero insorgere a seguito della decisione del procuratore della corte dei conti di vederci chiaro anche su questa vicenda. Un racconto preciso che però lascia fuori dall’elencazione dei dispositivi acquistati e messi in sede le fioriere destinate a chiudere via Corcioni dai due lati, alle quali Della Valle non ha fatti cenno.

Due dispositivi di controllo automatico del traffico veicolare uguali a quello presente a Porta Napoli che, a differenza di questo, non sono mai entrati in funzione per la mancata attivazione della ztl ipotizzata per via Corcioni e mai realizzata. Oggi tutti i dispositivi sono fuori uso. Quello di Porta Napoli perché danneggiata da un’autoambulanza, mentre i dissuasori sarebbero non funzionanti solo perché mancherebbe ai compressori la carica necessaria a metterli in azione. Problemi di piccola entità e di basso costo, secondo Della Valle, che non verrebbero risolti per mancanza di manutenzione.

“Si tratta di sistemi elettronici e come tali – sottolinea – richiedono una manutenzione periodica per essere sempre funzionanti. Manutenzione che, per ragioni a me ignote, non viene effettuata nonostante il costo degli eventuali interventi si aggiri intorno a qualche centinaia di euro”. “Quello che posso affermare – conclude – è che fin a quando sono stato assessore gli apparati funzionavano”. Dunque, secondo Della Valle, se i controlli della Corte dei Conti rilevassero irregolarità la colpa non sarebbe sua.

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