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Marò, India: non sarà applicata legge antiterrorismo

 New Delhi. Il procuratore generale indiano G. E. Vahanvati ha presentato l’opinione del governo favorevole ad abbandonare il Sua act per la repressione della pirateria nel processo che deve aprirsi sui due marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, …

… che il 16 febbraio 2012 uccisero due pescatori indiani scambiandoli per pirati, ma ha chiesto che i capi di accusa vengano formulati dalla polizia Nia, l’unità antiterrorismo, che ha svolto le indagini. La difesa si è opposta a quest’ultima ipotesi.

L’avvocato Mukul Rohatgi ha infatti obiettato che “è impossibile utilizzare la Nia in assenza del Sua Act”. Il giudice ha allora chiesto alle parti di presentare le loro posizioni fissando per questo un termine di due settimane.

Al termine dell’udienza in Corte Suprema, l’avvocato della difesa dei due marò ha voluto sottolineare il risultato di aver eliminato lo scoglio rappresentato dalla legge anti-pirati. “Con l’eliminazione del Sua Act – ha sottolineato – abbiamo fatto un primo passo. Ora presenteremo le nostre motivazioni avverse al mantenimento della polizia investigativa Nia”.

Uscendo dal tribunale, il procuratore Vahanvati ha dichiarato che “spiegheremo perché la Nia (la polizia antiterrorismo) può operare anche in assenza del Sua Act” (la legge contro la pirateria). “Abbiamo comunicato l’abbandono del Sua Act – ha detto all’agenzia di stampa Ansa – ma la difesa dice no a che i capi di accusa siano presentati dalla Nia e consegneranno una memoria. Ma anche noi vogliamo dire la nostra”. La questione sarà discussa fra due settimane da un tribunale della Corte composto da tre giudici.

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