Italia

Inchiesta escort, D’Addario in lacrime in aula

 Bari. “Cinque anni fa avevo tutto e oggi non ho più nulla. Qualsiasi cifra i giudici dovessero assegnarmi come risarcimento non sarà mai congrua per tutto quello che ho subito”.

Così Patrizia D’Addario in lacrime dinanzi alla seconda sezione del Tribunale penale di Bari per il processo ai fratelli Gianpi e Claudio Tarantini e ad altri per il traffico di escort presso le residenze dell’ex premier, Silvio Berlusconi, tra l’estate del 2008 e il 2009.

Il processo si è aperto con la richiesta di citazione in qualità di testimone proprio per il Cavaliere. Erano presenti tutti i legali degli imputati, oltre ai due fratelli, ex imprenditori di forniture sanitarie, Massimiliano Verdoscia, Pierluigi Faraone e poi Sabina Beganovich, Francesca Lana e Letizia Filippi, oltre alle parti civili.

Gli imputati rispondono a vario titolo di induzione e favoreggiamento della prostituzione. In aula anche la D’Addario ammessa come parte lesa, e dalle cui rivelazioni alla stampa nacque la vicenda.

Bisognerà ora attendere le decisioni dei giudici che in ogni caso, per alcuni difetti di notifica hanno rinviato al 27 marzo prossimo.

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