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Fico: “Mario pianse a Napoli perche’ voleva vincere, non per altro”

 “Pia è mia figlia”, aveva annunciato al popolo del social Mario Balotelli. Proprio alla vigilia della partita di campionato tra Napoli e Milan.

L’esame del dna aveva fugato ogni dubbio sulla paternità e dopo quattordici mesi dalla nascita della bambina, una serie di denunce e anche un batti e ribatti mediatico tra la mamma abbandonata, Raffaella Fico, e l’intemperante SuperMario, finalmente la presa di coscienza della famiglia allargata. “Finalmente la verità. Pia, dolce bimba mia! Tuo padre”. Centoquaranta caratteri, il 5 febbraio scorso, ai quali non sono seguite nè visite alla bambina, nè contatti con sua madre. Vabbè, i rapporti tra i genitori di Pia restano gelidi. Ma la napoletana ed ex gieffina Raffaella Fico si sarebbe aspettata un cenno, un gesto reale.

Il giorno dopo il tweet, la squadra di SuperMario arrivò allo San Paolo piena di belle intenzioni, battere il Napoli europeo di Rafa Benitez poteva essere un piccolo fiorellino all’occhiello del nuovo allenatore rossonero Clarence Seedorf. E poteva anche essere la serata del gol di Balotelli, da dedicare proprio a Pia.

Nulla di tutto ciò: il Milan perse e Mario sostituito non fece gol. Successe invece che Balotelli, sostituito a metà secondo tempo, si accomodò in panchina e scoppiò a piangere. Si disse e si scrisse anche di tutto e di più sul motivo di quelle lacrime. Sulla commozione di un ragazzino tanto forte a calcio quanto sopra le righe nel carattere. E, allora, si scelse di raccontare della vulnerabilità di Balotelli, dell’emozione vissuta al verdetto del dna. Si attribuirono le lacrime allo “stress da padre”.

Raffaella Fico, martedì scorso ospite della trasmissione sportiva “Goal Show” sull’emittente televisiva Canale 9, aveva smentito la tesi del neo papà emozionato. “Mario ha pianto soltanto per un motivo sportivo. Lui vuole sempre vincere, lo conosco. Il gol è vitale, soprattutto se fatto al Napoli. Invece, proprio qui, non ci riesce mai. Piangeva per questo, ne sono certa. Quanto a Pia, credo che abbia bisogno di tempo per metabolizzare. Quando vorrà, sua figlia sarà felice di conoscere suo padre”.

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