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Europa League, pari beffa in Bulgaria: Lazio fuori

Reja La corsa della Lazio in Europa League si ferma ai sedicesimi di finale. Dopo la sconfitta dell’andata (0-1), non basta ai biancocelesti il 3-3 sul campo del Ludogorets per proseguire il cammino di coppa.

Per i biancocelesti la beffa arriva all’88’ al termine di una gara non adatta ai deboli di cuore, in cui la squadra di Reja è stata anche in vantaggio per 2-0, trascinata dalle reti di Keita (la seconda più veloce di sempre in Europa League: 16 secondi) e Perea.

Ibulgari però non si sono mai arresi: prima hanno recuperato il doppio svantaggio, poi colpiti da Klose sono andati ad un passo dall’eliminazione, ma con la forza della disperazione hanno trovato nel finale il pari-qualificazione. Reja schiera il tridente Candreva-Perea-Keita.

Dopo neanche venti secondi i biancocelesti sono già avanti: azione personale di Keita, che si invola verso il portiere e poi è bravo e fortunato nel rimpallo sull’uscita del numero uno bulgaro. Nel resto del primo tempo la squadra biancoceleste controlla la partita e rischia soltanto su una incursione di Marcelinho.

Il secondo tempo comincia con i bulgari in pressione, ma a segnare è la Lazio: contropiede veloce avviato e rifinito da Onazi per Perea che con freddezza supera il portiere Stoyanov.

Al 65′ la squadra di Reja rischia tantissimo: Berzjak prende il palo con un destro secco. È il preludio al gol del Ludogorets che arriva tre minuti dopo: la rete è proprio di Berzjak, con la deviazione decisiva di Biava. Ipadroni di casa ci credono e al 78′ trovano il pari con un tiro da fuori di Zlatinski: Marchetti non trattiene il pallonee l’arbitro di linea decide che la palla ha superato la linea di porta, nonostante le proteste dei giocatori biancocelesti.

La Lazio non si abbatte e si va a prendere il 3-2: a siglarlo è Klose, entrato al posto di Perea. Il tap in del tedesco dopo il colpo di testa di Biglia può valere gli ottavi. Mapoco prima del 90′ Juninho, in caduta, supera Marchetti con un tocco velenoso e beffa la Lazio.

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