Gricignano

Camorra, il Comune parte civile nel processo contro gruppo “Mundo-Lucariello”

 Gricignano. Il Comune di Gricignano si costituisce parte civile nel processo a carico del gruppo “Mundo-Lucariello”, collegato al clan dei casalesi, smantellato il 28 febbraio del 2013, dalle squadre mobili di Caserta e Firenze nell’ambito dell’operazione “Talking Free”.

Operazione che portò alla cattura di 24 persone tra le province di Caserta, Napoli, Roma e Lucca, tutte accusate di associazione per delinquere ed estorsione. Tra gli arrestati Salvatore Mundo, alias “’O Mister”, 45 anni, e Maria Grazia Lucariello, 44 anni, sorella del boss Orlando Lucariello, ex capozona dei casalesi a Gricignano, oggi collaboratore di giustizia.

L’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Moretti ha dato incarico all’avvocato Raffaele Boccagna Buonanno, con studio a Santa Maria Capua Vetere, di rappresentare il Comune nell’udienza fissata per venerdì 14 febbraio dinanzi al gip del tribunale di Napoli. “Un atto dovuto, poiché si tratta di vicende di cronaca che hanno leso l’immagine della nostra comunità”, ha commentato il primo cittadino.

LA FAZIONE IN TOSCANA. L’operazione “Talking Tree” rappresenta l’epilogo di una prolungata attività investigativa, avviata dalla squadra mobile di Caserta nel 2009, all’epoca finalizzata alla cattura del latitante Antonio Iovine, alias “’O Ninno”, poi proseguita, congiuntamente alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Firenze, che ha riguardato una cellula operativa del clan dei casalesi insediata in Toscana, nel comprensorio di Viareggio (Lucca), riconducibile al gruppo Schiavone-Russo, ed in particolare alla fazione Lucariello-Mundo, egemone nei comuni casertani di Gricignano, Succivo e Orta di Atella.

L’indagine, oltre che consentire di ricostruire l’organigramma della fazione attiva in Toscana, ha permesso di svelarne le diffuse attività estorsive, praticate soprattutto a danno di imprenditori, anch’essi originari del casertano, ma da tempo insediati in Toscana. In particolare, venivano appurati i ruoli di Mundo e Lucariello quali organizzatori e referenti in Toscana del clan dei casalesi, gruppi Schiavone-Russo, stabilmente impiegati nella raccolta delle tangenti, e Mundo anche quale capozona nel comprensorio di Succivo.

I RUOLI NEL CLAN. Emersi, inoltre, nonostante la giovane età, la funzione di organizzatore e gestore delle attività estorsive e della cassa del clan assunta da Costantino Russo, figlio di Giuseppe Russo, alias “’O Padrino”, storico boss del clan dei casalesi, referente del gruppo Schiavone nel comprensorio di Aversa, detenuto in regime di 41bis; il ruolo di Giuliano Martino, cognato di Giuseppe Russo, quale referente del clan deputato a mantenere i rapporti tra i vertici del sodalizio casalese e la cellula degli affiliati insediata in Toscana; il ruolo di Maurizio Di Puorto quale referente del clan Iovine in Toscana, deputato al ruolo di collettore di tangenti e di “messaggero” dell’organizzazione; il ruolo di Francesco Martino, fratello di Giuliano, quale referente del clan dei casalesi in Toscana con il ruolo di rafforzarne la capacità di intimidazione, eseguendo richieste estorsive ed azioni intimidatorie, raccogliendo in Versilia le tangenti poi consegnate ai referenti locali o a quelli nel territorio casertano, reclutando anche altri affiliati trasferitisi stabilmente in Toscana; il ruolo dei fratelli Gianluca e Guglielmo De Chiara e del cugino Francesco De Chiara quali affiliati deputati alla consumazione di azioni intimidatorie nei confronti degli imprenditori vessati, di custodire e trasportare le armi a disposizione del sodalizio; il ruolo di alcuni imprenditori considerati dagli inquirenti “a disposizione” del clan con la funzione di veicolare le richieste di tangenti, agevolando le richieste estorsive, anche indicando l’inizio di nuovi appalti e lavori, o assistendo ed ospitando gli affiliati casalesi; Marcello Mormile con il ruolo di esattore di tangenti, uomo di fiducia e braccio armato di Mundo e Maria Grazia Lucariello.

ESTORSIONI E INTIMIDAZIONI. Le indagini, supportate da attività tecniche, venivano suffragate anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Orlando Lucariello, Salvatore Laiso e Salvatore Venosa. Accertati numerosi reati estorsivi a danno di imprenditori, danneggiamenti tramite incendio, delitti in materia di armi e stupefacenti, posti in essere dagli indagati, avvalendosi dalla forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, prevalentemente in Toscana ma anche nel comprensorio casertano, grazie anche ai continui e periodici viaggi che Mundo e la Lucariello effettuavano nel casertano, al fine di perpetuare il ruolo di rispettati capizona del clan dei casalesi da loro ricoperto.

ATTRITI NEL CLAN. Sono emersi anche attriti, sfociati in reciproche azioni intimidatorie a mano armata, tra le fazioni Autiero e Mundo-Lucariello, determinate dalla contesa del controllo di attività illecite concernenti gli stupefacenti. Nel corso delle indagini, a conferma della pericolosità dell’organizzazione e della disponibilità di veri e propri arsenali, venivano sequestrate in diverse circostanze armi da sparo con l’arresto in flagranza di alcuni degli affiliati.

SPARI CONTRO PULLMINO DEL COMUNE. Sempre nell’ambito degli attriti tra gli Autiero e i Lucariello è emerso un episodio, racchiuso, tra l’altro, nel provvedimento di scioglimento dell’amministrazione comunale di Gricignano in carica fino al 2010. Il 31 gennaio 2008 Salvatore Laiso, 33 anni, di Trentola Ducenta, ex affiliato al clan dei Casalesi e attualmente collaboratore di giustizia, esplose numerosi colpi d’arma da fuoco contro un furgone Peugeot Boxer, di proprietà del Comune di Gricignano e nella disponibilità del fratello del boss Orlando Lucariello. Un’intimidazione ordinata da Massimo Russo dopo aver fissato, invano, vari appuntamenti per incontrare Lucariello, allora ancora latitante prima del suo arresto avvenuto circa un mese dopo, nel marzo 2008. Ciò costringeva Lucariello a non riscuotere le tangenti a imprenditori e commercianti sui territori di Gricignano, Succivo e Orta.

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