Campania

Disoccupati, arrestati 25 “Bros”. Perquisita casa di Corrado Gabriele

 Napoli. 25 appartenenti al “Movimento Disoccupati Bros” sono stati arrestati dagli agenti della Digos di Napoli per varie manifestazioni di protesta svoltesi a Napoli dal 2010 al 2014.

Dieci sono stati sottoposti ai domiciliari; per 15 l’obbligo di non allontanarsi dal comune di dimora abituale. I provvedimenti cautelari sono stati adottati dal gip di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, per le ipotesi di reato di partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro l’incolumità pubblica, l’ordine pubblico e pubblica amministrazione. L’inchiesta riguarda azioni delittuose messe in atto, secondo l’accusa, per ottenere trattamenti privilegiati nell’assegnazione e uso, talvolta clientelare, di risorse pubbliche per l’erogazione di contributi, la concessione di sussidi e l’avvio al lavoro. Nell’inchiesta – si sottolinea in Questura – sono state tenute “nettamente distinte” queste azioni rispetto all’ esercizio di diritti costituzionali, come l’espressione di dissenso sociale, anche in forme e modalità estreme.

Tra gli arrestati anche Maria Terracciano, 65 anni, storica leader dei disoccupati di Acerra. La donna è ammalata e, in mattinata, si è dovuta recare, scortata dai poliziotti, ad un centro di dialisi.

Gli agenti hanno anche perquisito, nell’ambito dell’indagine, la casa dell’ex assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele, oggi consigliere regionale del Psi e membro della commissione regionale per l’impiego. A riferirlo lo stesso Gabriele: “Mi è stato controllato ogni documento presente sul mio personal computer, ma mi è stato portato via solo il cellulare”. “I tre agenti venuti a casa mia – prosegue Gabriele – cercavano volantini, manifesti, scritti e file sul computer per accertare una presunta condotta delittuosa in relazione al movimento dei disoccupati Bros”.

“Secondo quanto mi viene contestato nelle indagini – sottolinea Gabriele – avrei condizionato e paralizzato l’attuazione del piano del lavoro varato dall’amministrazione regionale, accettando incontri e promuovendo convergenze politico-amministrative finalizzate a garantire l’inserimento lavorativo nella pubblica amministrazione”.

“Ringrazio gli agenti – dice ancora Gabriele – che hanno tenuto una condotta molto rispettosa; ho messo a loro a disposizione ogni angolo della mia casa per cercare i documenti di cui avevano bisogno ma, naturalmente, questa iniziativa della magistratura confermerà la mia attenzione e massima disponibilità politica nei confronti di chi non ha lavoro o di chi lo sta perdendo, come nel caso di un volantino trovato sulla mia scrivania preparato ieri per sostenere la battaglia delle lavoratrici del McDonalds di Napoli, o un altro documento che riportava le proteste dell’unione dei ciechi di Napoli, le due ultime due questioni di cui mi sto occupando da consigliere regionale”.

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