Aversa

Quando la Giunta diventa un “affare di famiglia”

  Aversa. La politica? Ad Aversa per alcuni è un affare di famiglia. Gli antesignani in questo particolare settore sono i Palmieri che da sempre hanno giocato in team dando vita ad una vera e propria dinastia che ha assicurato la presenza sui banchi dell’aula consiliare di un esponente della stirpe oramai da poco meno di quarantenni.

Da Nicola. Più volte consigliere comunale e assessore scudocrociato nella prima repubblica al compianto Fiore. Con quest’ultimo la famiglia ha rinforzato la rappresentanza piazzando contemporaneamente un consigliere (Fiore) e un assessore (Nicola).

Le ultime elezioni, complice anche il destino maligno che ha portato via Fiore, hanno fatto emergere Domenico, “Mimmo” per gli amici. Anche questa volta, poi, come già Fiore aveva fatto con Ciaramella, si voleva di nuovo inserire in giunta Nicola. In verità, da indiscrezioni, pare che quest’ultimo si sia imposto allo stesso fratello Mimmo che, però, ha resistito. Uguali cognomi, ovviamente, notissimi in città, i Palmieri hanno giocato, praticamente, a carte scoperte.

Diverso, invece, il caso del consigliere indipendente Paolo Santulli che, grazie alla sua fedeltà alla causa sagliocchiana, nel tourbillon seguito all’azzeramento della giunta, si è visto riconoscere un assessore. E chi ci mettiamo? Con un colpo da maestro esce fuori dal mazzo di carte Giuseppe Fusco, eminente esperto nel campo dei trasporti (e non lo diciamo in maniera ironica, anzi, effettivamente un nome di spessore). Ma anche per lui una parentela ingombrante, Santulli e Fusco sono consuoceri. Il figlio del primo ha sposato la figlia del neo assessore. Ovviamente, siamo solo al gossip politico.

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