Aversa

Carenza di posti letto al ‘Moscati’, appello di un’infermiera

 Aversa. Quello che vi proponiamo è un appello. Un appello diretto ai parlamentari nazionali, ai consiglieri regionali che rappresentano la provincia di Caserta, al presidente della regione Campania.

Non è un atto d’accusa ma la semplice sottolineatura di una situazione conosciuta dai vertici dell’azienda sanitaria che non hanno mezzi per affrontarla e risolverla, avendo le mani legate da leggi che impediscono l’assunzione del personale e da una scelta del piano ospedaliero regionale che ha assegnato 500 posti letto ad un policlinico fantasma, quello che dovrà essere realizzato a Caserta.

Un policlinico che al momento non c’è ma che è dotato dei posti letto di cui avrebbero bisogno gli ospedali dell’azienda sanitaria Caserta e più di tutti il “San Giuseppe Moscati” di Aversa. Dove, dati alla mano, dal 1 gennaio 2014 si sono registrati, fino ad oggi, 500 accessi in più in pronto soccorso rispetto allo stesso periodo del 2013. La conseguenza sono i ricoveri in barella che affollano il reparto di medicina generale, accorpato alla medicina d’urgenza per ragioni di spazio ma, soprattutto, per carenza di personale.

Una presenza di barelle posizionate nelle stanze di degenza e nel corridoio che crea grossi problemi di assistenza al personale perché vanno ad aggiungersi ai 28 posti letto ufficiali, creando condizioni difficili, spesso insostenibile di assistenza da parte del personale, in particolare quello infermieristico e socio sanitario che, già sotto-numerato, è costretto a lavorare anche in presenza di una selva di parenti che giudicano e, ignari delle difficoltà in cui devono operare, spesso vanno in escandescenze pericolose, mettendo a rischio l’incolumità degli operatori sanitari. Una situazione esplosiva, che spesso è stata alla ribalta della cronaca, segnalata dalle organizzazioni sindacali, ma sulla quale, di fatto, la direzione strategica aziendale, come già detto, ha alle mani legate.

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L’unico commento possibile a questa situazione è che la constatazione che il presidio all’ospedale “Moscati” rappresenta l’unico punto fermo di riferimento sanitario per un vastissimo territorio essendo dotato di tutti i servizi necessari ad assicurare una corretta e completa assistenza, come dimostrano l’aumento di 500 accessi al pronto soccorso nel primo mese dell’anno 2014 rispetto 2013.

Un dato che la dice lunga sulla validità del presidio e sulla necessità di potenziarlo come si evince dalla richiesta di aiuto lanciata da un’infermiera della medicina generale attraverso le telecamere di Pupia. Un’infermiera che sa di non avere chiesto l’autorizzazione a parlare, come prevede il regolamento aziendale, e che questo potrebbe essere censurato ma che è convinta di dover far sentire la voce di chi, attraverso lei, vuole far conoscere una realtà facilmente verificabile ai vertici regionali del settore perché chi deve e può intervenga e lo faccia in tempi brevi.

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