Sant’Arpino

Capasso (Udc): “Zone franche per il rilancio dell’area atellana”

 Sant’Arpino. La bocciatura del Puc (Piano Urbanistico Comunale) del vicino Comune di Orta di Atella da parte dell’Amministrazione provinciale ci offre al di là di ogni valutazione di merito, …

… l’opportunità di avviare un confronto sulle reali possibilità di sviluppo di un territorio che presenta non poche affinità e molte problematiche comuni da affrontare e tentare di risolvere con responsabilità e coraggio.

La prima questione riguarda proprio il governo del territorio e il suo futuro destino urbanistico-ambientale. All’interno di tale questione assume un ruolo centrale e decisivo il settore dell’edilizia. Non è un caso, infatti, se si sostiene, e lo dicono ormai in molti, che il volano per mettere in moto processi di sviluppo e di ripresa dei consumi è l’edilizia, il cui indotto coinvolge una molteplicità di comparti ed ha un effetto moltiplicatore per il rilancio dell’economia.

Ma come fare per evitare che il rilancio di tale settore dell’economia non sfoci ancora una volta in una sfrenata corsa alla speculazione edilizia ed al consumo dei suoli? Una risposta per evitare tale rischio potrebbe essere quella di pensare e realizzare una serie di “Piani Straordinari di Intervento” per la manutenzione urbana e stradale, per la messa in sicurezza degli edifici pubblici, soprattutto quelli scolastici, per l’adeguamento antisismico, per il riassetto idro-geologico,per il recupero e la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie degradate.

Così facendo si potrebbero realizzare Puc a “volumi zero” e, nello stesso tempo, innescare processi positivi per l’avvio di uno sviluppo economico ed occupazionale.

E, allora, sarebbe il caso, sottolinea l’esponente dell’Udc, di cominciare a pensare ad una ipotesi di pianificazione urbanistica di livello intercomunale, con tre specifici obiettivi irrinunciabili: valorizzazione ambientale, adeguamento dei servizi e delle infrastrutture, recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio-abitativo esistente. In tale ottica si potrebbe ripensare di rilanciare il ruolo dell’ “Unione dei Comuni” che, però, non deve essere una sorta di cimitero degli elefanti, dove collocare trombati e accontentare appetiti di puro potere.

Ma il luogo dove sperimentare ed avviare, in una logica di revisione e risparmio della spesa pubblica, nuove identità istituzionali per gestire al meglio ed in un’economia di scala importanti servizi sul territorio come la gestione dei rifiuti, la polizia municipale, il controllo del territorio. Una proposta che condivido e alla quale aggiungerei l’avvio di un percorso politico-amministrativo per arrivare finalmente alla riunificazione dei tre comuni atellani e ricostruire la ‘Citta di Atella’.

Sarebbe un modo intelligente e pratico per contribuire seriamente e realmente all’abbattimento dei costi della politica e ad una riqualificazione della spesa pubblica: un solo consiglio comunale e un solo sindaco al posto degli attuali tre; servizi accorpati e ridistribuirli in una logica di razionalizzazione e di miglioramento in efficacia ed efficienza degli stessi. Se si vuole agganciare la ripresa economica prevista per quest’anno c’è bisogno anche di mettere in moto processi virtuosi che stimolano i privati ad intraprendere iniziative di investimenti.

E i privati se notano che nel campo della pubblica amministrazione si avvia finalmente quel processo di sburocratizzazione e semplificazione, saranno senza dubbio in prima linea per dare il loro contributo al processo di riprese e rilancio dell’economia. Da qui l’invito a non perdere l’occasione offerta della “Zone franche urbane”, che sono aree infra-comunali di una dimensione minima prestabilita, dove si concentrano programmi di defiscalizzaione per l’incentivazione di piccole e micro imprese già attive o che intendono insediarsi in quel territorio individuato dal Comune. Nella nostra regione, due delle otto “zone franche” sono Aversa e Mondragone.

E la nostra realtà territoriale è parte della conurbazione aversana. Quindi mettere subito in campo iniziative, e l’invito è rivolto alle tre amministrazioni comunali atellane, per non perdere questa importante occasione per lo sviluppo e la crescita economica del nostro territorio.

Ernesto Capasso, esponente dell’Udc, ex consigliere comunale

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