Italia

“Ruby ter”, Berlusconi indagato con i suoi avvocati

 Roma. Nuovo filone sul caso che nasce in seguito alle motivazioni dei giudici sui procedimenti “Ruby 1” e “Ruby 2”: Silvio Berlusconi e i suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, sono indagati a Milano nell’inchiesta cosiddetta “Ruby ter”.

La loro iscrizione segue la trasmissione degli atti da parte del tribunale di Milano con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari, in particolare dei testimoni. Indagate anche la stessa Ruby e alcune delle ragazze che hanno partecipato alle serate ad Arcore perché, come ha indicato il Tribunale, sarebbero state corrotte dall’ex premier per testimoniare a suo favore nei processi. In tutto le persone iscritte nel registro degli indagati sono 45.

Secondo quanto indicato dalla quinta sezione penale del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza “Ruby bis” il Cavaliere sarebbe stato “colui che elargiva le somme di denaro”, circa 2500 euro al mese per ciascuna delle 18 ragazze, ora indagate per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari, che hanno preso parte alle serate di Arcore.

“Si è proceduto alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato” ha scritto in uno scarno comunicato stampa letto il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in relazione all’indagine Ruby ter. E ha aggiunto: “Ora saranno fatte le indagini necessarie e non credo che ci sia una ragione per procedere con il rito immediato”.

Il procuratore ha poi reso noto che non sarà Ilda Boccassini a seguire l’inchiesta. “Mi ha segnalato che ha altri impegni più pressanti in questo momento”. L’indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio.

Intanto, Berlusconi è torna ad attaccare i giudici: “Chiunque in Italia voglia vedersi riconosciuta da un magistrato una propria ragione deve aspettare anni ed anni. Talvolta un decennio e più. E hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia. Nell’Italia di oggi potremmo tranquillamente dire che la legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadini”, ha affermato in un messaggio ad un convegno di giuristi pubblicato sulla sua pagina Facebook. E ha continuato: “La magistratura si sbaglia se pensa di avere eliminato politicamente Silvio Berlusconi, che invece rimane in campo forte di tutta la responsabilità che mi viene dalla fiducia e dal voto dei cittadini”.

“In relazione alla notizia della nostra avvenuta iscrizione nel registro degli indagati nel procedimento cosiddetto Ruby ter, si deve osservare che si tratta di un atto dovuto in relazione alle indicazioni prospettate nel processo cosiddetto Ruby bis” dichiarano gli avvocati Longo e Ghedini, che aggiungono: “E’ auspicabile che la Procura, che nulla aveva rilevato di antigiuridico nel corso dei dibattimenti, voglia procedere ad una rapida valutazione del materiale in atti da cui non potrà che derivare una richiesta di archiviazione”.

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