Italia

Regione Sicilia, soldi pubblici per favorire parenti e amici

 Palermo. I deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana non solo avrebbero speso soldi pubblici per scopi non politici, ma li avrebbero spesi favorendo parenti e amici.

E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della Procura di Palermo. Tra i tanti casi sotto la lente dei magistrati (quasi 100 gli indagati) quello di Giovanni Greco, che avrebbe commissionato, pur in assenza di consultazioni, l’elaborazione di statistiche elettorali nel 2012 alla società Atlante Servizi la cui rappresentante legale risulterebbe essere la moglie. Altri soldi sarebbero andati invece ai due figli.

Mentre Mario Bonomo avrebbe assunto come collaboratore il fratello Roberto Bonomo e Nunzio Cappadona deve invece rispondere di fatture per 25mila euro emesse dalla ditta della sua collaboratrice personale, che altro non è che la cognata.

Innocenzo Leontini è invece accusato di aver speso, tra agosto 2008 e luglio 2009, quasi 30 mila euro di pranzi e banchetti di ringraziamento. Mentre Francesco Musotto si sarebbe fatto rimborsare una cena da 4700 euro nel 2010 con dubbia finalità politica. Inoltre al partito dell’allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sarebbero stati rimborsati, sempre per pranzi, oltre 42 mila euro tra il 2008 e il 2009.

L’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) avrebbe inoltre pagato i lavori di manutenzione nelle sedi di partito: 790 mila euro per gli uffici dell’Mpa a Palermo e 25 mila per quelli a Roma.

“La magistratura chiarirà le responsabilità” dice il governatore Crocetta e sul futuro della giunta è chiaro: “Quando l’inchiesta sarà finita e sarà fugato ogni sospetto su ognuno si vedrà, non vedo perché ora dovrei scegliere gli assessori che dice il Pd e che si trovano sotto indagine”.

Crocetta ha parlato poi dell’aumento del parco delle auto blu, votata due giorni fa dall’Ars: “Per le auto blu noi paghiamo gli affitti, che non sono stati incrementati. Abbiamo ridotto consistentemente le auto blu, a meno che non si intenda quelle affidate per obbligo, per le scorte, che sono decise dall’Ucis, l’ufficio nazionale preposto. Io vengo considerato tra le persone più a rischio di vita in Italia. Se debbo crepare per fare il presidente della regione a piedi va bene, farò questo sacrificio”.

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